giovedì 6 settembre 2012

Tutto il passato in ordine sparso.



Sballottato in uno spazio
in cui le traiettorie tortuose
si sono goffamente ingarbugliate,
ho raggiunto lo stato di energia
di una spugna trascinata dalle correnti ( e)
ragiono entro i limiti della mia demenza.

pattuglio lo schermo del computer,
pikketto il cellulare,
ma non e' che diano solo soddisfazioni questi aggeggi.

Nel frattempo cerco le parole
atte a distillare l'incomprensibile,
a negare l'evidenza.

Parole vuote piene di significati.
Parole che si nascondono come il ragno
in cerca di inaccessibilita'.
Parole inebetite come lumache nelle loro bave.
Parole spente come un fuoco inondato d'acqua.
Parole vuote,piene di significato. ( citazione dotta)

L'imparziale tecnologia che pattuglio e pikketto,
ricambia il mio sguardo e sembra dirmi:
"se non sai piu' dove sbattere la testa,
smetti di sbatterla,
lascia perdere."

Non danno solo soddisfazioni questi aggeggi,
ma hanno ragione.
Non sono capace di scrivere poesie.
le mie sono solo
righe che vanno troppo spesso a capo.



 Uno dei miei poeti preferiti è senza dubbio l'Arturiano Shiller (di cui la diapositiva ). Non mi dilungo sulla biografia del poeta i cui dati salienti sono noti pressaPPoco a tutti, cosi' come l'intensa umanità della sua poetica. La sua famosa frase - Conosce l'amore solo chi ama senza speranza- è un esempio piu' che sufficiente. Il grande poeta ne trasse un acrostico che io mi sono industriato a tradurre il galattico standard,lasciando pero' la lettera iniziale di ogni verso nella lingua originale ( tchaiano del 4° eone ) in modo da trasmettere inalterata la musicalita' della frase, che non tradotta è la seguente: " Amm lgdn rmm eem cmq tt.
Amore per te,dolore per tutto il resto.
Momenti col cuore in gola,
Momenti che sgozzo dio.
La voce ormai divelta
Giace sotto le luci aranciate
Della mia Stanza.
Nel silenzio strepitoso della notte
Rantolo intorpidito al soffitto
Marianna
Marianna
MariaNNa.
E' tutta la carne che mi rimane
E' quello che mi posso accarezzare
Marianna dunque,
Continuo implacabile;
Marianna, stringimi il teschio nella mano
Quando non avro' piu' carne
Ti diro' ancora
T'amo

La mandria dei giorni cui faccio da pastore
si gode la luce che scaraventa
il dolce maggio da campo a campo
di questo mondo così architettato
da qualche bastardo del passato
Certe volte puo' sembrare solo
un sanguinoso svolgersi di eventi
in cui la ferocia si pulisce frequentemente le zanne.
Ma non è vero.
Tutta la storia del tempo
è storia di provvisori meriggi
in cui un calabrone
ronzando alia da fiore ad altro fiore
per dileguarsi lontano e ritornare
dopo millenni di millenni
come fanno le comete.

Ubriaco al tavolo durante una festa,Carlo,cullato e respinto dal proprio riflesso nel bicchiere  di CubaLibre entra in stasi messianica:I suoi occhi divengono finestre affacciate su verita’ assolute,le sue dita una sorta di vegetazione astratta che stormisce al vento della verita’. Mi guarda cercando di mettermi a fuoco,mentre mi accendo il joint, ed inizia:


"Questo è il Dottor destino contro i Fantastici quattro,
 questo e’ il matrimonio tra Guglielmo II Re di Sicilia e
la principessa Giovana d’Inghilterra.E’ il Gulfstream di Briatore,
è  la foresta pluviale,è il pesce wang blu del fiume giallo:
 ma se volti il foglio,Riccardo,ci vedi il denaro."


( pausa durante la quale Carlo tira una consapevole ciucciata dalla cannuccia del suo Cuba libre)


"Questa è la fascia degli asteroidi,questa è la variante di valico,
  questo è il primo volume del poetae latini avi carolini,
  è l’adsl,è l’aids,sono le bugie,è il rinascimento fiorentino,è la birra,
  è una cartina lunga smoking oro,è il parto,e’ il terremoto in cina,è il partito...
  ma se volti il foglio,Riccardo,vedi il denaro."

( si accende una benson e tira fuori dalla tasca dei pantaloni 5 euro spiegazzati)

" E questo è il denaro! E questi soni i generali con i loro hell’s fire,
  e sono i cimiteri con le loro tombe,
  e sono le casse di risparmio con le loro cassette di sicurezza,
   e sono gli ideologi con le loro ideologie,
  e sono i libri di storia con le loro storie"

(pausa che prepara la chiusa,sguardo intenso)

"ma se volti il foglio,Riccardo,non ci trovi niente."

Freddo
il cemento umidiccio mi risucchia i piedi
L 'io è uggioso anfratto fossile in cui
indugio
a non credere in niente.
La parete verticale piomba su un asfalto
senza crepe
Penso :
Quando ci alziamo siamo creature nuove
non siamo prevedibili.

Infatti volo giu'
come un assurdo supereroe amen-ricano.
Dalle nubi non balza alcun dio ad intromettersi.
Tutto si disfa in una luce mai vista
nel nulla, finisco incolore.

 Il sistema fognario
 è una forma di stato assistenziale.
Sovvenzioni Statali che finiscono in mare.
A me piace l'idea di un popolo indipendente,
che si scava la latrina in cortile,
in un milione di cortili di casa.
Ogni individuo responsabile
 della propria merda.


La gente ulula, la gente salta e si dimena, fischia e spernacchia .
Come sempre, anche stavolta è tutta una questione di punti di vista . Per quanto mi riguarda, mi ritrovo avvinto in un fraterno abbraccio con il tappeto del ring e non trovo nella situazione nulla per cui urlare qualcosa a chi che sia . Cerco con fatica di aprire una fessura in quella pesca pesta e marcia che chissà come ha sostituito il mio occhio e contemporaneamente, con la braciola cruda e tagliuzzata che mi trovo in bocca, faccio l’inventario dei denti, annotando mentalmente diverse assenze .
Del salvadenti nessuna traccia, a quest’ora sarà in volo per Detroit , mentre i suoi ex protetti sono tutti o quasi entro il mio limitato campo visivo, come scogli bianchi in un mare rosso e schiumoso .
Sono sicuro, lei non ha neppure esultato . Mi ci gioco la borsa; è tornata con il suo tipico, irresistibile passo , all’angolo e adesso, rosa aulentissima, pensa già al prossimo incontro, bevendo una birra, fumando una paglia e guardando Uomini e Donne alla TV .
Sento Carl, il mio secondo, che urla -“Stai gggiù, stai gggiù !!”- .
Fiato sprecato, da come mi sento avrò minimo la mascella rotta e qualche costola incrinata e , anche se così non fosse, affanculo tutto, io voglio la barella, l’ospedale, analgesici ed ipnotici per attutire il dolore e il sapore della sconfitta definitiva .
Poi Carl dà una ciucciata alla sua cannuccia bordeaux e riprende : << Vedi amico mio, quando mi vedranno per terra, in ginocchio, sarà solo perché sto per prendere bene la mira ! >>.
Sì sì , dice bene lui .
Mi godo il conteggio mantenendo con dignità la più assoluta immobilità, poi due Reebok pump devastano il mio tranquillo arcipelago di denti sangue e saliva . Appartengono al medico, il Dottor Strawberry Field For Ever che mi ausculta a dovere, grugnendo istruzioni agli infermieri , i quali mi immobilizzano il collo e mi caricano sbuffando sulla barella . Carl mi sta togliendo i guantoni e tanto per tenermi su bofonchia :
<< Merda Al, te l’ho detto mille volte che con lei non puoi spuntarla . Fottuto stronzo lei appartiene a tutta un’altra categoria rispetto a te… >> .
Carl è fatto così, sobrio o sbronzo, e adesso è sbronzissimo, dice sempre in faccia quello che pensa, anche quando di quello che pensa non gliene frega un cazzo proprio a nessuno .
Che lei sia troppo veloce, troppo agile, troppo intelligente per me, lo so sin dai tempi in cui le facevo da sparring partener , giù nella vecchia palestra di St. Spirit Street .
All’epoca lei era impegnata nelle continue sfide e rivincite con Robby “Robocop” Robertson, che sono rimaste nella leggenda .
Farle da sparring era eccitante ed istruttivo, e anche se per me eran cazzi e mi riempiva di mazzate anche senza darci troppo sotto, il lavoro mi piaceva un sacco . Piano piano entrai in pianta stabile nel suo entourage, su su nella scala gerarchica , fino a diventare anche il suo secondo a bordo ring : le passavo l’acqua e la sputacchiera , le spalmavo la crema coagulante sulle abrasioni e le sussurravo parole d’incoraggiamento .
Non poteva durare, tutto questo era tanto, ma volevo di più, volevo starci io lassù sul ring con lei, volevo fare sul serio, via i caschi protettivi e i guantoni maggiorati, volevo batterla e volevo papparmi tutta la posta in palio .
Tutte illusioni, nate un po’ dalla coca, un po’ dalle botte subite in tutta una carriera di sconfitte . Tutte illusioni che si sono infrante; la realtà è quella che Carl continua inopportunamente a ricordarmi anche sull’ambulanza, mentre l’infermiera mi misura la pressione : << Anche stavolta non c’è stata storia cazzo, anzi, cazzo è stata esattamente la stessa fottuta storia che si ripete da otto anni, e questo sarà il quarantesimo ricovero… merda non ci potevo credere mentre stavo lì a guardarti, col mio Cubalibre, mentre ti massacrava un’altra volta; ha troppo gioco di gambe, è troppo veloce e tu non riesci a fermare il suo lavoro ai fianchi, sei capace soltanto di rifugiarti in clinch ! Ti prende per il culo, ti irride e poi quando si stufa, BANG, e in un attimo ti trovi in comunione eucaristica con le calzature dell’arbitro… >> .
Non cerco di zittirlo, lo escludo e basta, concentrandomi sul tranquillo beep beep dei macchinari, e intanto penso a quello che dovrò dire ai ragazzi della stampa…mi rifugerò in clinch anche lì sparando ogni tanto le mie bordate di banalità . Del resto l’articolo di domani ce l’hanno bello che scritto in testa e nulla di quello che potrò dire – sempre che la mascella me lo permetta – potrebbe cambiarlo di una virgola . Lo leggo sul soffitto della mia nuova stanza d’ospedale :


CALUMET CITY : ieri sera al Super Busk Arena , Sweet Sugar ha battuto per KO alla nona ripresa il suo avversario nonché ex sparring partener Albert Einstein .
Si tratta per lui della dodicesima sconfitta contro il ciclone dalla pelle vellutata .
Noi ne abbiamo abbastanza e si vocifera che sia così anche per lui e che si prepari ad appendere i guantoni al chiodo . Dopo sette riprese all’insegna della schermaglia verbale, tutte a favore di Sweet Sugar, la quale ha fiaccato il già imbolsito Al con un continuo, implacabile lavoro ai fianchi, la svolta si è avuta a metà dell’ottavo round, quando con una fulminea mossa, la zuccherosa ha superato le difese del frastornato Einstein, e lo ha centrato con il più appassionato e devastante bacio che si sia visto negli ultimi anni .
Al è stato salvato dal gong ed ha resistito per l’intero nono round solo grazie alla forza di volontà . La fine però era ineluttabile, la si fiutava nell’aria, la si vedeva negli occhi sognanti di Einstein ed è giunta appunto alla fine del nono round , quando Al ha ferito senza rendersene conto i sentimenti di Sweet Sugar , che si è sentita offesa a tal punto da negare qualsiasi contatto, se pur telefonico al tragicomico pugile, il quale è stramazzato al suolo e non si è più mosso di motu proprio . Amen .


   Che scrivano quello che vogliono, è stato il mio ultimo incontro . Non sto poi così male, potrei ricominciare ad allenarmi domattina, ma oggi sul ring ho visto nei suoi occhi, che non sono più un degno avversario, che anzi non lo sono mai stato, che son rimasto sempre e solo il suo sparring partner . E poi , sinceramente, lei merita di incrociare i guantoni con avversari più validi del sottoscritto, se vuol restare al TOP …






L'acqua malata
quasi immota
è condotta a morire
e di nulla si lamenta
visibilmente
nel fosso.
I fiori tranquilli
spiritualizzano le aiuole
ed anche i cani randagi
ostentano un aria
tranquilla e rilassata.
Poi,da qualche parte,
un problema.
ErGo
ci si spara dalle macchine
e qualcuno rimane sul selciato
con le mosche
che gli leccano il sangue.
-la verità restera' nascosta
nelle deflagrazioni-
penso
mentre me ne torno a casa
per finire questa poesia
a colpi di mazza.

Spengo il libro e
alzandomi vado alla finestra per
aprire la tenda.
la luce stanca del tramonto si lancia senza convinzione
all'assalto del luogo:
un divano che si sforza di sembrare un letto,
un caminetto grande abbastanza da arrostirci una wolkswagen.
 Quì sono monarca del pacifico regno
del mio fallimento spirituale e fisico.
Qui dipingo quadri catatonici e soppeso costellazioni.
Ma un tempo,
qui,
godetti del sapore salmastro e stradaiolo delle sue tette.

Gia' che ci sono,apro anche le imposte
per far svanire gli echi dei suoi lontani ripetuti addii
che echeggiano ancora come colpi di automatica.
Ferite a cagion delle quali,
da anni agonizzo senza smettere di morire.
Anche la qualita' del mio dolore si è fatta scadente,
non sto neppure male abbastanza da vomitarla
quindi finiro' per digerirla,
penso
aprendo il frigorifero.

Comprai una cartolina da spedirle dopo che lei se ne fu andata per la sua strada ed io per la mia.
La cartolina raffigurava la sofferenza della psiche:un paesaggio d'anima  su cui aleggiava un gemito inconscio derivante dal luogo disperato e sepolto dove si esige il riconoscimento dei diritti e dei bisogni primitivi.
La infilai in un libro quella cartolina,ed il libro nella libreria,in attesa del momento in cui avrei avuto il tempo di decidere che tipo di messaggio mandarle.

Luce vivida,normale,scontata.
I soliti drogati mescolati
al poco ossigeno della piazza.
L'insopprimibile,fedele,affamata
schiera dei piccioni ed i turisti
con le facce unte di stanchezza
ma trasfigurate dal sentore di bellezza
che trasuda dalla cattedrale;
sinfonia di pietra composta
per il Sarcasmo Azzurro
che la sovrasta.

Ridete pure o Parche,
prendete pure per il culo o Norne
per il mio destino violentato dalla sorte e
per la vecchia bicocca del mio amore,
bruciata fino a ridursi ad uno scheletro annerito

un puro concetto

che ormai fumiga appena
verso il vostro inutile cielo
in delicato sfacelo.



DIGESTIONE



Le immagini del telegiornale,che sono sempre al sangue,le inghiotto insieme all'insalata e ai formaggi light. E sono già digerite quando i formaggi light planano al rallentatore sull'insalata nella pubblicita' che balugina dal televisore che fisso come vittima di un rapimento alieno.

EVACUAZIONE



Rannicchiato in una secca inutile ossatura.
Acquattato tristemente sul mio quaderno.
Mi denudo una volta ancora dlla mia sofferenza sterile
ed evaquo stronzate parola dopo parola.


PRODOTTO



La querela del vento infastidisce
il vecchio giorno senza scopo
che infatti se ne va in fretta
considerata la stazza.

La querela del vento arruffa memorie
e le distende come ombre sul foglio di carta,
bianca donna che legge il pensiero.

Il vento querelante è un celere fantasma
che sulla terra non trova nulla
che lo induca a far sosta.

infatti

la querela del vento si spenge
e sulla strada che si avvia al suo buio
cola il miserabile colore della bruMa.


La piazza è in ombra,
i barboni gia' a dormire ( nei loro musei della poverta')
cielo grigio,simile ad una sfumatura
di bianco impazzito.
Cupo stallo d'afa.

I jazzisti sotto il portico
suonano una musica che ha
la stessa consistenza
di una discussione d'importanza vitale.

La sedia del bar estivo
pare contenermi come un catino,
tanto sono molle.
 Un primitivo mollusco apode
senza piedi ne pinne,
senza alto e senza basso,
un corpo traslucido
che galleggia nell'afa.

Il ragionamento dei jazzisti tiene,
compatto come un mosaico.Mi salva
dall'insulsa voce della folla che si accalca
al provvisorio bancone del bar:ii gruppo
piu' eterogeneo che si possa immaginare,
di razze,religioni ed urla nell'ombra.

Penso a tutta la roba di cui sono imbottito,
roba da dire e roba da non dire,lotto
contro l'avanguardia di un insinuante
senso di estraneazione,cerco di disgregarlo in silenzi,
pervengo ad un cupo stallo d'afa.

Il discorso dei jazzisti si fa discreto,
una discrezione che rasenta l'evaporazione,
una significativa evanescenza.

Lei accanto a me
distilla le parole con oculatezza
lasciando che sia il corpo ad esprimersi
e chi deve capire ,capira'.
Ma capire cosa?
Questo di preciso
e' impossibile saperlo.


Fine maggio 2 del pomeriggio. Esco dal bar di Bocino con un tetrapack di estathe da un litro e mi infilo in macchina. Lei,la macchina è nuovissima,pulitissima,profumata e con un impiantone BlaUkPuncT che la fa vibrare come un ICBM prima del lancio. Sto andando da Maria. Accendo la radio e becco questa canzone. la amo questa canzone,mi fa viaggiare,mi prende bene. In fondo non ho tutta questa voglia di arrivare in fretta da Maria. Maria significa 8 ore di Diritto del Lavoro senza interruzione e parecchie paranoie, oltre all'amore... Che fretta c'e'? prendo l'allungatoia allora, una stradina di campagna profumata e sinuosa che mi fara' guadagnare 10 minuti di relax e che mi depositera' a pochi metri dall'ingresso dell'autostrada.
2Pac ci da sotto ed io viaggio lentissimo,con il braccio fuori dal finestrino,fumando uno spino,in pace col mondo,quando la mia stradina ne incrocia un altra in mezzo ad un campo fiorito.

ClaNgore. La macchina prende a girare su se stessa, un paio di giri credo.Poi si ferma. 2pac non ha ancora finito di menarla con l'amore californiano.Confuso spengo la radio e scendo.

Oggi,quella stradina è uno stradone. All'incrocio c'e' il semaforo e anche un distributore. Tutte le volte che sono costretto a passarci,nella testa mi parte ancora quella canzone. la odio, la colpa è stata sua.

...

Scrivere versi...non credo che abbia senso" intorno a noi",ma certo lo ha per noi che li scriviamo senza porci troppe domande.



Prima smantello il paesaggio.
Il distributore se ne deve andare.
Anche il semaforo.
Cosi' ritrovo quel campo fiorito,
pelliccia d'erba contro il cielo,
e quell'albero, slancio puro
immobile come una trappola.
...
ed ecco...

da incerta macchina Livornese
tre anime escono dal cruscotto
di vaga carne
e tre corpi oscillano nella memoria
come strani funghi emersi
tra le cartacce del ciglione.
Scritto da: SiN4Psi alle ore 11:29 | link | commenti (28) | categoria:
mercoledì, 26 marzo 2008
O


 foto by cyberpollo

NoNoStaNte TuTTa ‘Sta GnOcca Che c’è in Giro

Il MoNdo
si è stretto
attorno a me
diventando pietra.
Facendo di me
un deserto clivo
deambulante.
Per dure vene
scorre metallo
incandescente
in una buia

solitudine.



Il sole dei ricchi ce la fa anche stamani
pazienza,tanto quello mica ti chiede i documenti

i polfer si ti portano in questura
( sei stanco sporco e puzzi soprattutto)
non hai documenti

in galera stai meglio


il capo impiegatizio degli impiegatizi
occhi di pesce sadico modesto
degli impiegatizi
smanfrina battute su finocchi e puttane -----------facilissimo
hanno culi e fiche come tane

la libertà democratica
figlia della resistenza
mica la vogliamo
suoi nonni Palmiro e Alcide
lo stile del senatore a Vita Giorgio

che non lo vedi

giorno piu giorno meno
te lo dissi quella volta in gattabuia
non mangiare le lamette
che tanto ti salvano

i poveri non crepano
per loro non c'e' nessuna storia
chi distratto ci degno'
di uno sguardo
è sepolto da tempo
Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:52 | link | commenti (20) | categoria: Поезија
lunedì, 17 marzo 2008
எறும்பு




IN MORTE DI UN FORMICONE




Due chili scarsi di materia gelatinosa grigiorosa

sotto le stelle del Grande carro






ricordo quell’espressione da furbetta

corteggiata impaziente ed ottimista

l’ultima volta che ti ho vista





La vita e’ il Chaos trafitto dalla fatalita’

la mia,la tua...

e quella del Formicone

fatto fuori alla stazione

con indolente premeditazione

da quel cazzone,

quel turista,

l’ultima volta che ti ho vista....

...figlio di Puttana









Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:52 | link | commenti (35) | categoria: Поезија
venerdì, 14 marzo 2008
钽的特性








Sopra il cumulo putrido d' ieri
luccichio di lisergiche mosche.
Sugli scaffali,i libri un po storditi si congratulano tra loro
e fuori l alba e’ ansiosa di illuminare la scena:
il brulichio di cromosomi sui marciapiedi e,
(dalle vie limitrofe) l' inevitabile afflusso
di auto e camion che ingorgandosi
alle rotonde, formeranno mille corone di Re per nobilitare l' ignominia totale del domanimattina.
...
In attesa delle luminose gesta del giorno
frugo tra le parole per rintracciare le piu amare,
ma il buio nitido del pensiero e’ sempre uguale,
mi costringe a brancolare.
Intuizioni si perdono in intrecci lessicali
e mi e’ impossibile ignorare il lieve scherno del tempo,
i piccoli irrilevanti mutamenti che accumulandosi
elidono una per una le speranze,le apparenze,i ricordi

.

Scritto da: URLdelPuSher alle ore 11:16 | link | commenti (26) | categoria: Поезија
sabato, 08 marzo 2008
Пастернак




In casa non c'è nessuno
solo il crepuscolo.
Alla finestra l'esempio ventoso
di un grande cielo invernale.
In testa un frammento di Pasternak:
"Come un attore tragico in provincia un dramma di Shakespeare,
ti porto con me
ti so a memoria
e girando per le stanze
ti ripasso."

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:15 | link | commenti (41) | categoria:
domenica, 02 marzo 2008
Wash aNd drY








La nebbia è un sonnifero
che la notte, con scaltra manovra
somministra al giorno.

L'alba narcotizzata
collassa sui tetti squamosi,
sugli acciottolati sonori
che calpesto dirigendomi,
con monotona premeditazione,
ad una lavanderia a geTTone.

Ho troppe macchie di vero amore
sul vestito di logoro cinismo
che indosso





Scritto da: SiN4Psi alle ore 19:08 | link | commenti (39) | categoria:
lunedì, 25 febbraio 2008
فهرست ویکی‌پدیاها










Ho una gamba sola
è difficile spostarsi,
difficile salire le scale
senza un bastone o una stampella.

E un braccio solo. Contorsioni assurde
solo per abbracciare chi amo,
per riscaldare il fumo,
per infilarsi in fretta la maglietta.

Dovrei accennare al fatto che sono anche quasi cieco
e un po sordo da entrambi gli orecchi.
E' pericoloso stare per strada
in mezzo alle congregazioni degli afflitti.

Con solo pochi passi affidati alla memoria,
mi lascio mitemente deviare
nel crepuscolo infinito
dal mio cane guida cieco.

Un immensa calma ovunque
con alberi perennemente spogli,
e gocce di pioggia che vengono giu' solo a metà,
arrivano vicine e poi ci rinunciano.






Scritto da: SiN4Psi alle ore 17:28 | link | commenti (41) | categoria:
giovedì, 21 febbraio 2008
Интерлингва



ANoTher SuBurbaN UglY MorninG
Individuo dopo individuo la
gente abbandona la notte ed entra
nella solida (ta) fatica del giorno.
Scaldo la colazione e la sbriciolo nel tabacco,
il mio progetto odierno è quello di progredire
nella catena dell'essere.Un gran casino,
anche solo tenere ferma la presa e restare dove sono
è roba che richiede decine di palle,
 mugolo di inerzia,in una stasi umiliante.
ANoTher SuBurbaN UglY MorninG
drogarsi e' un attivita' decisamente sopravvalutata,
io son costretto a farlo dalla vita stessa,amorfa
e ridicolmente provvisoria.Basta darci un occhiata:
intreccio esile
poverta' tematica
sentimentalismi
ineluttabili luoghi comuni
dialoghi scadenti o perlomeno di una violenta discontinuita'
svolte che si dividono in prevedibili o sensazionalistiche.
ANoTher SuBurbaN UglY MorninG
Seduto sotto un faggio nel parco,
pallido come un Sex Pistols
rollo quella che ad occhio dev' essere
la diciannovemilaquattrocentoventisettesima canna.
Sul sentiero erboso,un caso terminale di jogging
caracolla dietro al suo cane,una bomba rabbica
che ha le labbra dello stesso colore del cielo su
Beirut al tramonto.
.
.
.
 penso:
"è tutta esperienza,dispiace solo che debba essercene cosi' tanta."

Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:15 | link | commenti (27) | categoria: Поезија
martedì, 19 febbraio 2008
La PaSseRa a 20cm da me










Una passera,
piumata creatura della mezz'aria,
saltella sulla panca a venti centimetri da me.
Con arcana mansuetudine
frulla le ali per farsi vento
rompendo cosi' il lieve
ronzio del silenzio.
Accetto la dipartita
della mia solitudine
- capelli corti- noto.
Subito mi tOrni in mente.

Avvampo di amarezza.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 11:06 | link | commenti (23) | categoria: Поезија
giovedì, 14 febbraio 2008
等。










In una stanza
del mio diroccato futuro
la lasciva speranza
 continua a far l'amore
con la delusione,
SbaM! SbaM! SbaM!
SbaTTono le imposte
dell'anima al gelido
vento di ricordi spirante
dai monti del mio essere stato.
In una stanza
del mio diroccato futuro,
solo
come merlo sul vangato
scarto un bacio perugina
sperando almeno
in una maSSima sconosciuta,
ma stavolta
neppure Shopenhauer mi aiuta,
sul foglietto
in quattro lingue
c'e' scritto
suca.



Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:04 | link | commenti (42) | categoria: Поезија
lunedì, 11 febbraio 2008
10 Febbraio








NOI VIVI

Anche l'eternità
ha le sue pause
durante le quali
spossata si riposa.
E proprio queste noi vivi*
sfruttiamo, per piangere
 in fretta e furia i lutti
e cercar di trattenere
ciò che è sfuggito
ai morti.



* Su EsPLiciTa RiCHieSTa del CiCCiNo Jmarx    ecco
    i versi eViraTi dal tesTo deLLa poeSioLa.

   -Noi vivi che amiamo
     il temporaneo,il fugace
     in modo tale da considerare
     l'eternità un esilio-


Senza sorprese
giunge la sera
labile traccia
subito persa

ferma da secoli
nella sua turbolenza d’atomi
la cupola del duomo
partorisce la luna

s’ingorga il cielo
senza dio nè stelle
obitorio pessimista
giace sul fondo

l’UniVeRsO.


Scritto da: URLdelPuSher alle ore 16:34 | link | commenti (20) | categoria: Поезија
sabato, 02 febbraio 2008
The SCieNTisT




Girando in bagno
come un automa

per metter ghiaccio
sopra un ematoma

ho sentito alla radio
che ho un genoma.

Sono rimasto di sale

non immaginavo
di finire così male.






Scritto da: SiN4Psi alle ore 17:16 | link | commenti (38) | categoria: Поезија
mercoledì, 30 gennaio 2008
Un maRziAno sCrive cartoLine a Casa





Posso solo desiderare,non volere.
E misurare la grandezza dell' amore
con la distanza che  separa da colei che non ama.
E farlo con una costanza che, inconfessabilmente,
cambia di continuo idea nel seguire il tempo che
 affrettando il passo arretra
in uno spazio così Gigante
che ci sarà chissà chi o chissà cosa
ma solo qua e là.
E molto silenzioso,
o forse muto.



Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:45 | link | commenti (18) | categoria: Поезија
sabato, 26 gennaio 2008
teRMinale




 immagine scippata ad alveare.splinder.com

Allo stato terminale di te stesso
i pensieri sono grosse formiche nere
che richiamate dal crepuscolo
procedono seguendo una linea irregolare.


Allo stato terminale di te stesso
comprendi che uno solo è il tempo,una sola la morte,
poche le ossessioni,poche le notti d'amore,
poche le poesie,
poche le strade che portano fuori da te stesso


Allo stato terminale di te stesso
attendi la nuova miseria
del prossimo istante.



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mercoledì, 23 gennaio 2008
ReiNMeRdAZiONe






Accadde mentre attraversavo il fetente paesaggio suburbano diretto ad un appuntamento con il mio uomo.* La vidi sbucare fuori da un negozio di biancheria intima fica ,mano nella mano con...cazzo ,con quello scrittorucolo da strapazzo,quello che faceva il grano scrivendo roba per la massa abbrutita dai reality. Quello scrittore che le avevo presentato io, in forma cartacea, tanto tempo prima.
Il dolore fu lancinante,fu al petto,fu la penultima cosa che sentii. L'ultima infatti,fu la sensazione di cadere.
-SPLAT-
Finii dritto sul marciapiede ,niente piu' dolore ma mi sentivo strano, molle,caldo,impossibilitato a muovermi.Poi un muso di cane entro' nel mio campo visivo e comincio' a nasarmi. Era gigantesco questo cazzo di cane, mi mollo' una leccata in faccia e spari' richiamato da un fischio lontano. POi capii',in un intuizione fulminante,cosa mi era successo. Lo capii quando vidi il mio perduto amore , venire verso di me come godzilla che avanza verso Tokio.
Chiaro che non badava a dove metteva i piedi, poverina. E chiaro che io ero morto ( il dolore lancinante) e mi ero reincarnato in uno stronzo di cane appena cacato. Poi, la suola Vibram dell'anfibio della dolce Manuela, calò su di me IneLuTTabilmente.
-SPLAT-
Adesso vi chiederete cosa si prova ad essere un pezzo di merda incastrato in un Carrarmato Vibram®Beh, è una merda. Sentivo la mia personalita' dissociarsi a poco a poco, la consapevolezza abbandonarmi per restare in baffi marroni sull'asfalto granuloso del marciapiede...l'ultimo pensiero pero' fu che nonostante tutto ero felice, felice di poter restare ancora un po con lei,ancora un poco,fino a quando non si fosse accorta di avermi pestato, e non mi avesse pulito via, con uno stecco.


*

Lou Reed & John Cale performing Waiting for My Man





Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:16 | link | commenti (27) | categoria: altro
sabato, 19 gennaio 2008
L'iMpoeTico raCCoNtaLo a LaMpi


Il cielo porco
vomita con occhi impazziti
colori senza nome
sull asfalto.


[ metto un deca alla bmw nera del boss Palermitano in soggiorno obbligato ( Legge 27 dic. 1956,N°1426 art 7 bis)che parla al cellulare assorto in cupi e rei disegni con mister X, (tessera P2 12345 )


Il vento lamentoso
si agita
nel vuoto verticale


[ arriva "il tranva" che vedendomi depresso,mi offre una canna raccontandomi di "Radio Bob",noto barbone etilista,che è entrato in un Mc Donald del centro,nudo e con uno stronzo in ciascuna mano,chiedendo a gran voce " ScuSate dofe essere Tvalett?" ]


La pioggia
è un letto
dove si abbracciano
liquami oleosi


[idrocarburi paraffinici tra C6H14 (esano) e C8H18 (ottano) in proporzione variabile;


La nebbia è simile
ad un pensiero
compatto e maniacale


[nell acre audio dei motori,misuro la pressione pneumatici di una punto gialla (La Fiat consiglia come pressione 2.0/1.9 bar rispettivamente davanti e dietro e 2.2/2.2 bar a pieno carico o in autostrsda.)mentre alcuni grandi tormenti mi rosicchiano.]


La giornata è ancora lunga
la vita senza ombrello
questo amore di merda
eterno.







Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:30 | link | commenti (20) | categoria: Поезија
lunedì, 14 gennaio 2008
KAFKA e SHAck ALLA FERMATA DEL 26




Non mi pare che siano stabili o fisse lassu'
quelle luci nel cielo ricurvo.
SateLLiTi... che instancabili rilevano
le emozioni inespresse della gente dentro le stanze.
Mi fotografano così:arreso,semidisteso su una bassa panchina,
la testa abbandonata all'indietro,gli occhi fissi sui cieli:
"Impossibilita' di cornacchie".
I sateLLiti
mi fanno venire in mente Kafka:" I cani da guardia
giocano ancora nel cortile,ma la selvaggina
non gli sfuggira',anche se sta gia adesso correndo nei boschi".

I satelliti rilevano che sono incazzato, con te
perche' sono ancora innamorato, di te
e questo mi fa incazzare, con me.

Perche' sono uno strazio simile?
Dovrei evitare la ripetitività,
dovrei evitare la fragilita',
dovrei riuscire a dissimulare
il fatto che
la mia vita
e' una partita a scacchi andata a puttane alla settima mossa
e il fatto che,in seguito,il gioco casuale si e' fatto lento e faticoso,
un incubo di coercizioni e contrasti,ogni mossa obbligata,
ogni pezzo inchiodato,incastrato.

Hai scostato il mio braccio con un moto di fastidio istintivo,
hai piazzato i tuoi occhi nei miei,come un fuoco guizzante,
cercando quello che sai non esserci,
ignorando quello che non sai,ma c'e'.
Mi fai venire in mente Shakespeare:
"Domani e poi domani e poi domani.
Mai mai mai mai mai"

Scritto da: SiN4Psi alle ore 11:10 | link | commenti (50) | categoria: Поезија
mercoledì, 09 gennaio 2008
PoSTuMa


Poesia scritta da mio nipote ^SiNaPsi 3° nel febbraio dell'anno 2100.



NONNO MARLEY

Prima di morire mio nonno insisteva
che dovevo avere dell'erba nell'orto.
Qualcosa del suo spirito jamaicano
cresciuto in mezzo a maledetti toscani
desiderava tenere piantine invece che tralci aviti
desiderava cime profumate invece che ritorti ulivi.

Si procurò' i semi alla CooP e
li pianto' nello spiazzo dietro casa
senza voler sentir ragioni,
la sigaretta stretta tra le labbra,
spiegando che la ganja jamaicana
dava un senso al tutto.

E così se ne andò in quel suo
orto di dolci ricordi
fragilissimo allora,col suo secchiello e paletta
come giocattoli per bambini,
lamentandosi del sole troppo cocente e della terra
troppo secca per le erbe delicate.

Oggi,grazie al buco nell'ozono
il letto smarrito di ganja del nonno
è così cresciuto che l'ho dovuto circoscrivere
e il polline è tra le crepe delle dita
fin sotto le mie unghie
e ogni suo gesto io me lo ricordo.




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venerdì, 04 gennaio 2008
PoSTuMi




Il poeta si reca ad un incontro aggiornativo con la sua musa. L'incontro, attentamente cronometrato, dura esattamente 3 ore 4 birre e un joint e mezzo. Poi finisce. Ed il poeta, tornato come sempre a casina con le pive nel sacco, compone.



ANODINO

Nella sera color pioggia,mentre
la notte volge al suo inizio,
il tuo sorriso è un preciso piacere
che la mente turbata
si rifiuta di cogliere.
Nella notte color gelo,mentre
il giorno ripete il suo inizio,
scopro il tuo sorriso anodino
in un luogo dell'anima.
Mi accosto al vetro e subito
l'orizzonte si rivela
nell'esattezza dei suoi limiti.

Dopo cotanto poetare il nostro poeta si cala 2 tavor e va a nanna. Cilecca totale dei tavor, notte che sembra interminabile, finche', alla fine, finisce. Il poeta torna a comporre. Lo stronzo.



ZERO CARAMELLINE

L'alba lancia il suo grigio guanto di sfida.
Con atto di volontà simile a grimaldello
sollevo le palpebre.
Neppure una caramellina di sole
per lenire la gola dolente della notte.


La giornata, in ogni modo si avvia nel suo  TranTran che obbliga il poeta ad uscire ed espletare varie funzioni. "proprio una giornata di merda", pensa il poeta mentre tra se e se compone e compone e compone e compone.


UnDer a PiOviGGiNoUs GriG SKY

Sotto un cielo piovigginoso
Corvo sospeso,

intabarrato in uno

scialle di annichilimento

avverto

attraverso i cunicoli esigui

dell’anima

il tempo che precipita,

violento,rapido e ignorato.

Il suono del traffico lontano

Pare vaneggiante rumore di mare

E immagino

Oltre il verde montuoso

Premuto di nuvole

Bianche onde correre a casa

In un lago d’inverno.


Scritto da: SiN4Psi alle ore 11:01 | link | commenti (38) | categoria: Поезија
venerdì, 28 dicembre 2007
^SiNaPs.Feat.SaraMaGo- InTeGrale-


Per un secondo solo non essere io:
essere bestia,pietra,sole,un altro,
il mondo non guardar da quest'altezza
pesare il più e il men di un'altra vita.





Per un secondo solo essere un idea
appoggiata come un ombrello e poi
dimenticata,o un chiodo fisso,
solo con la sua ombra.







Per un secondo solo altri occhi
un altro modo d'essere e pensare
gridar con altra voce altra amarezza
scambiar con morte la promessa morte.








Per un secondo solo,in una quiete da imboscata
essere un sicario,svuotato e micidiale,sull'orlo del delitto.
Oppure la pallottola:filare sui 180 all'ora, sospeso a mezz'aria,
passare sulle cose sfiorandole,toccandole appena,ma già lontano,
già troppo lontano,per sentire il rumore che fanno cadendo.







Per un secondo solo
trovare mutato nel tuo corpo il mio,
per un secondo solo e non di più:
per volerti di più,già conosciuta.


Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:13 | link | commenti (22) | categoria: Поезија

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Tutto in giro è Colombiani
Magrebini Tunisini Senegalesi
Filippini Ukraini Turki
Pakistani Albanesi Rumeni.
Tutto in giro è cartacce
lattine di birra bottiglie sparse
cumuli di rifiuti e rivoli di piscio.
Tutto in giro è Organizatzya,
triadi,mafia ndrangheta
alqueda mafia albanese
turca bulgara e narcos.
Tutto in giro è spaccio
commercio traffico mercato
litigio rissa mezza rissa
musica risate bisboccia
barbecue partite a dadi
sbirri ingrugnati turisti.
AND IN BETWEEN
Tu seduto scomodo cazzo
sul basso gradino di un portone
a picco sul  marciapiede lurido.
Ti passa accanto lei:membro ufficiale della nazionale femminile cocainomani,titolare sicura di una tessera di membro del paradiso terrestre.
Allora alzi una mano e sussurri:" c'hai uno spiccio scusa?"
Ti guarda con odio,si scosta e poi tira diritto.
Ma non è vero.
Tu non ti sei mosso,non hai parlato.
Solo l'odio era vero.
Scritto da: SiN4Psi alle ore 17:11 | link | commenti (22) | categoria: altro, Поезија
sabato, 15 dicembre 2007
CoMe PaZZo Le Mie GioRNaTe


CAPITOLO MATTINO


Il falegname,la bocca frangiata di chiodi,chino sulla bara la batte come un tamburo,ed io,disteso nell'urna del lenzuolo,raccolto come un penitente,mi ritrovo sveglio.
Caccio una sigaretta nella smorfia amara che è la mia bocca,un tiro,un sorso di pepsi e che cazzo di ore sono. Le 6.
Le mie giornate iniziano così e vanno avanti,incerte sul baratro di una mancanza,di un vuoto che fisso e di cui vedo il cuore. Certo, barcollo ma ricordate che: " I gesti dell'equilibrista devono sembrare assurdi a coloro che non sanno che egli cammina sul vuoto e sulla morte." ( cocteaU)


CAPITOLO POMERIGGIO

Casa mia,scrivania posacenere un piatto di fusilli,pacchetti vuoti.Resti illuminati come una composizione aberrante da un raggio di sole smilzo che trapassa la stanza.
Ho questa canna accesa nella mano SX, ho un paio di pasticche nel cassetto,ho questa tratto pen carica d'inchiostro tra pollice ed indice della mano DX ( con il supporto fattivo del medio,sempre della mano DX)
ma non scrivo,no,leggo e rileggo questa poesia di Giorgio Caproni che vorrei tu caPissi:

Il dolore com'e' alto
com'e' bestia l'amore.
Vuoto delle parole che
scavano nelle parole
vuoti monumenti di vuoto. Vuoto
del grano che gia' raggiunse ( nel sole)
l'altezza del cuore.


CAPITOLO SERALE


Quando poi avverto che persino i microbi e le spore che viaggiano a mezz'aria stanno trovando la faccenda un tantino eccessiva a livello di nervi,mi smuovo:denti capelli unghie colluttorio un gargarismo una doccia la barba i vestiti puliti. Esco ma sto ancora di merda.
Esco ,la mente persa in empi e rei disegni si muove a scatti,proprio come la città. Qualcosa passa volando,l'eco rimbalza sulle colline come se stesse facendo saltare le cuciture del mondo...ma adesso basta,l'idiota,l'ennesimo, che scrive i cazzi suoi su internet saluta.

passeggio,mi manchi, sulle spalle abissi di cieLo.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:59 | link | commenti (29) | categoria: altro, Поезија
lunedì, 10 dicembre 2007
VAFFANFATO


Dal cielo molle
fradicio radia il sole

[ su cosa ? ]

sul roco incanto del mare

[ oppure ]

sull'asfalto steso ad asciugare

[ comunque ]

mentre decido su questo,ben drogato,
il tempo continua a scolpire il suo passato.

[ tic tic tic tic tic ]

Il fato ebbro ne è disturbato,
si ridesta con occhio assonnato
e mi dice:
" Non c'entro niente con quello che ti è
capitato"

Scritto da: SiN4Psi alle ore 09:46 | link | commenti (32) | categoria: Поезија
martedì, 04 dicembre 2007
caZZata GaLaTTica + poesia




Un neutrino appena nato si allontana dalla fotosfera alla velocità costante di 299792 km/sec



Amore è il bimbo immobile sul ponte in fiamme




Dopo otto minuti di questo andazzo la particella,che ha una massa inferiore da 100.000 ad 1.000.000 di volte quella dell'elettrone, fa la conoscenza dell'esosfera terrestre.



amore è l'immobile bambino
nella sua balba facondia
mentre la nave tra le fiamme affonda





Sbattete le palpebre una sola volta e vi perderete tutto lo spettacolo; il nostro neurino attraversa in tromba termosfera esosferta,stratosfera e troposfera.





persino i marinai in acqua che
vorrebbero una predella per se
o una scusa per restare sul ponte sono amore






Al solito ritmo di 300 km ogni millesimo di secondo, il giovane neutrino trapassa le tegole del tetto, le assi in legno del solaio, le lastre di eternit, le muffe tossiche, i tubi di piombo, il soffitto della tua stanza, il mio atrio destro, il suo ventricolo sinistro,il materasso,il pavimento e si infila nella crosta.

e il bimbo in fiamme è amore




dopodichè: discontinuita' di mohorovitch,mantello superiore,astenosfera,mantello inferiore,discontinuita' di Gutemberg,nucleo esterno nucleo interno e al contrario.



e il bimbo in fiamme è amore




Lasciatosi alle spalle subatomiche tutti gli strati dell' Orbe terracquea,il neutrino prosegue libero verso lo spazio profondo. ma è cambiato,infatti per un qualche inspiegabile miracolo della fisica EsSo ha raccolto,nel suo passaggio, una molecolina del mio ed una molecolina del suo cuore. Quindi posso affermare che, per quanto possano essere lontani oggi i nostri cuori, una parte di loro viaggia Unito verso il centro dell' Universo






e il bimbo in fiamme è amore

Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:31 | link | commenti (21) | categoria: altro, Поезија
giovedì, 29 novembre 2007
ReTaTa iN SS.ANNUNZIATA





Dall angolo della piazza dove ho fissa dimora
osservo il mezzomorto degli spilloni
dell occhialino della merda secca- fagotti giornali cuscino.


Mentre il tramonto sanguina sui muri
odo le sirene dei questuri.
Me li immagino arrivare, sudati
come sempre agitati.



la miseria è sotto il portico,in attesa
davanti allo spizio

La miseria è un fiore,
annaffiato
dal santissimosignore.

Lo coltiva.

Mi spazzo gli ultimi raggi
che ho addosso come cipria...


" scappare con calma,
sudare dentro".



Marianna,ce ne hai messo di tempo
per attraversarmi
eppure non sono che un deserto
di pochi passi.
Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:43 | link | commenti (22) | categoria: altro, Поезија
lunedì, 26 novembre 2007
N.O.C.S portentis gravida








( Genova, notte tra il 21 e il 22 Luglio 2001)


Odo anfibi calpestare secoli ben disseccati sul selciato,
poi,
solo l'acuto costante ronzio del silenzio...
o forse è il tempo, ronzante in catena verso l'eternità.
Ho fumato troppo, cervello ormai polistirolo espanso
e non mi e' chiaro che cosa sia effettivamente a ronzare.
Lo capisco solo quando vengo ridotto ad una massa urlante
dal manganello elettrico di un poliziotto.











Scritto da: SiN4Psi alle ore 09:39 | link | commenti (14) | categoria:
giovedì, 22 novembre 2007
Perche' continuo a scrivere simili stronzate.


Scrivo simili stronzate
Quando mi sembra che un ombra di disapprovazione o dubbio,le abbia attraversato le vene sul lato interno dell braccio destro.
Scrivo simili stronzate
perchè il mio amore e' compatto,grandioso e senza speranza.
Scrivo simili stronzate
perchè ,figa com'è,la sua presenza perdura nei luoghi come la radiazione di fondo dell' Universo.
Scrivo simili stronzate
per lavarmi i pensieri alla ricerca di contatti disinteressati.
Perchè per colui che ha paura tutto fruscia (Sofocle)
Perchè tutto quello che trapassa,in realtà non è mai esistito. ( ShopenaHuer)
Scrivo simili stronzate
perchè l'azzurro mattino si è sfasciato.
e
perchè la desolazione occupa piu spazio di qualsiasi gioia.
Scrivo simili stronzate
Quando la speranza piange/e l'atroce angoscia,dispotica,/pianta,sul mio cranio chinato il suo nero vessillo (baUdolaire).
Scrivo simili stronzate
perchè, uomo FATTO e FINITO
non riesco a far di meglio.



Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:46 | link | commenti (24) | categoria: Поезија
lunedì, 19 novembre 2007
L'ORTENSIA DI BENN




E' bastato un tiro per capirlo:
si tratta di erba introspettiva,
che stimola la volutta' vegetativa
che esalta il macabro gusto per la mummificazione
che innesca meditazioni perniciose.

- vabbene, allora vediamo che c'e in televisione-

Su MTV c'e' la hit del momento:
"Veduta dall'occhio di un verme del culo di un maiale nella luce della luna"
Su tutti gli altri canali
cozzo di guerre,cozzo fragoroso
che tuttavia non empie il vuoto
a cui una mano si aggrappa contraendosi.

Primi piani ossessivamente ripetuti della mano.

Piccola implosione e sfrigolio elettrostatico
del mio vecchio Nordmende che si spenge.

Fuori piove e mi viene da pensare
che sono come l'ortensia di Benn:
" Il piu' placido dei fiori,
che resiste nella pioggia
fino a Novembre, sotto tono
fino alla fossa "




Gottfried Benn nasce a Mansfeld (Prussia occidentale) nel 1886 (muore a Berlino nel 1956), determinanti per la formazione della sua personalità furono l'ambiente della casa paterna (il padre era parroco protestante) e gli studi di medicina. Le prime liriche, Morgue (1912), che elaborano motivi e impressioni in un linguaggio permeato dal gergo medico, fanno di Benn un caso letterario e uno dei fondatori dell'espressionismo. Celebre la lirica intitolata "Bella gioventù" in cui demolisce sentimenti religiosi e ideali romantici scrivendo sul cadavere di una fanciulla rinvenuta in un canneto:


La bocca (...) appariva tutta rosicchiata
quando venne aperto il ventre, l'esofago era crivellato di buchi.
Si trovò infine in una pergola sotto il diaframma
un nido di giovani topi.
Una piccola sorellina era morta
gli altri vivevano di fegato e di reni
bevevano il freddo sangue ed era
passata qui una bella gioventù (...)


eccetera eccetera eccetera.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 09:15 | link | commenti (14) | categoria: Поезија
lunedì, 12 novembre 2007
November EleVeN




OBNUBILAZIONI



S.Martino festa dei becchi,
al binario 1A aspetto un treno.
Collasso,ascoltando la pioggia
che cade
in un leggero stormire
di ritornelli remoti.

Le nubi formano
un cupo e compatto poema
nel cielo che,
ora e costantemente,
da sempre e senza sosta
va al suo vuoto infinito...
si allontana senza giungere
mai.

Come talvolta faceva anche Montale
scrivo su carta da culo
queste parole,

poi un pensiero
lampo di rame lucido,
mi viene a raccogliere
come da lontano una fucilata...

ma
la
carta
e'
finita.



Scritto da: SiN4Psi alle ore 15:49 | link | commenti (28) | categoria: Поезија
giovedì, 08 novembre 2007
MaNueLa State Of MiNd


Lunedi', dopo 117 giorni, ho rivisto MaNueLa,



Lei è rimasta piuttosto abbottonata,ma siamo stati bene.



Martedi',invece sono stato un po nervoso



Mercoledi' la situazione non è migliorata di molto



E oggi cerco inutilmente di razionalizzare.



Spero solo di non rivederla piu'.



Poesiola correlata:

SHANGAI

Sotto la pensilina appena abbandonata
sopravvivono gli sguardi del nostro incontro.
Come fossero aste
tragitti misurati
lance in una battaglia,
per qualche momento restano sospesi ed incrociati
nell'equilibrio del loro disegno
intatti e sovrapposti
come legni dello shangai.
Gli altoparlanti continuano a precisare
gli attimi degli addii.
Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:44 | link | commenti (27) | categoria: altro, Поезија








Bisogna che mi perda lentamente
che mi perda piano piano,
bevendo l'esilio lentamente,
mordendo per rabbia o per piacere
l'assoluto rimorso,
l'eterno peccato mortale del Ricordare.
I ricordi,che come alberi nel vento
assumomo posture folli.



* Perdersi,huiam in arabo,significa l'errare ma anche l'amare.
Cos'altro e' l'amare se non errare?
Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:15 | link | commenti (12) | categoria: Поезија
mercoledì, 24 ottobre 2007
VUSVA -KAJTA




Un interminabile sfilza di lettere, destrograda,scritta a spirale sul piede di una kylix,un boccale Etrusco,ritrovato a narce,ossia molto ad est di tarquinia:

arnunaturaniriasekaseletakalemtasvaniastaakavisuralxunameaxaxunameitavusvakaitasemlecivateneikania


La lingua trusca è stata a lungo un enigma,poi si è capito che deriva nientepopodimenoche dal saNscrito,ed infatti:


etrusco sanscrito italiano
ar ar mettere/portare
numa nunam ora
tura turam presto
niria-seka niryat-seka stillante secrezione
sel-e sila roccia
ta-kale tat-kale in quel tempo
m-tas mada ebbrezza
vania-sta vanya-utha adorabilissimo/dolcissimo
al-xuname ala-ham-ami velenosamente colpisco
axa-xuname agha-han-ami terribilmente colpisco
ita ittah colpisco
vusva -kaita vasu-kita spasimante/mendicante
se se di lei/suo
mleci mlecchi barbara
vatan-ei vadhana arma mortale
kania kanya fanciulla


Una ragionevole traduzione risulta pertanto essere questa:



metti ora,presto,stillante secrezione di roccia
finche' dura l'ebbrezza,
io,
dolcissimo serpente,
velenosamente colpisco,
terribilmente colpisco:
così (colpisce) il suo spasimante
con arma mortale
la barbara fanciulla.



A questo punto,ti domanderai dove cazzo voglio andare a parare,ma come sai,il mio intento e' quello di arrivare a te,ed infatti,mi son detto:se l'etrusco deriva dal sanscrito,gli Etruschi dovevano essere di etnia indiana (e forse e' proprio per questo che i Romani non li hanno mai capiti),dovevano provenire dall'India...ed io ti vedo,col tuo bellissimo faccino indiano,mentre bevi una birrozza da questo fantastico boccale etrusco...
barbara fanciulla.





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sabato, 20 ottobre 2007
The inverno
Solo per ricordare a me stesso che oggi e' arrivata finalmente la temuta perturbazione Siberiana. vento e freddo. Sono cazzi x sei mesi,adesso. Di positivo posso dire che probabilmente  il cadavere che mi trascino dietro ormai da mesi,decomposto e verminoso,comincera' a puzzare meno.





Poteva mancare nel mio post una poesiola del cazzo?

NULLA CONTA



Il cielo è alto
come una pista
di decollo
e non offre riparo.
la terra non ha
segnali,non c'e'
arrivo,solo un
attraversamento
raso allo strapiombo
dove la roccia
tira il mare dal
profondo.Le onde
si frangono in strofe,
ritmici versi di
una poesia che
non mi riguarda.

Nulla conta

Si stacca dal giorno
che sta per essere
abbattuto la mia
coscienza, come un
rozzo miracolo
da un campo
di canapa.







Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:17 | link | commenti (8) | categoria: Поезија
lunedì, 15 ottobre 2007
IERI




Sopra il cumulo putrido d' ieri
luccichio di lisergiche mosche.
I libri un po storditi
si congratulano tra loro sugli scaffali
e fuori l' alba e’ ansiosa di illuminare la scena:
il brulichio di cromosomi sui marciapiedi e
dalle vie limitrofe l' inevitabile afflusso
di auto e camion che s' ingorgheranno
alle rotonde, formando mille corone di Re
che nobiliteranno l' ignominia totale del domanimattina.
...
In attesa delle luminose gesta del giorno
frugo tra le parole per rintracciare le piu amare,
ma il buio nitido del pensiero e’ sempre uguale,
mi costringe a brancolare.
Intuizioni si perdono in intrecci lessicali
e mi e’ impossibile ignorare il lieve scherno del tempo,
i piccoli irrilevanti mutamenti che accumulandosi
elidono una per una le speranze,le apparenze,i ricordi.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 09:59 | link | commenti (8) | categoria: Поезија
venerdì, 12 ottobre 2007
CRONACHE DEL DOPOTABELLA




TU mi porti addosso come uno scarafaggio morto nella borsetta.
Certe volte "mi sento" questo.
Allora esco per comprare un decino.
Mi tocca attraversare valli di tempo-spazio per un decino.Costretto da una dipendenza psichica piu’ radicata di un baobab nell’arcigno terreno Africano.Comunque sono deciso a portare a termine l’operazione in modo rapido e pulito,dato che,dopo l’entrata in vigore della Nuova legge,con la pubblicazione delle tabelle, la citta’ funziona secondo principi intimidatori.Sapendolo,cerco di stare in guardia. Sulla destra a 34 metri avanza il pusher.Ci agganciamo con gli sguardi a 22 metri,annulliamo la distanza.- Andiamo via di qua’,troppe telecamere,troppo sbirrume in borghese,troppe sbirromobili,troppo di tutto-sussurra.
Assento. Ci avviamo e mi rimorchia per piu’ di un chilometro.Si tratta di un tipo impegnato,convinto che vendere fumo lo renda un rivoluzionario.Mi dice- i metodi repressivi sono essi stessi una lotta:la lotta contro la lotta in sostanza.Non è facile essere gli oppressori.Richiede molto impegno.Un paziente e monotono lavoro quotidiano,battere le strade,controllare i dati e gli archivi,aggiornare i dati e gli archivi.I metodi repressivi riusciti dipendono da questo-
Assento.
-E cazzo-continua-finire dentro è brutto.La prima cosa che fanno,quando arrestano un uomo è guardargli su per il culo.Ti portano dentro e prima ancora di sapere come ti chiami,ti mettono una mano su per il culo.Deve essere una specie di rito dei Boscimani di Giava-
Assento.
Alla fine molla il merdoso decino.
Io viro verso il bello,ovunque sono disseminati pezzi di te.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:23 | link | commenti (6) | categoria:
domenica, 07 ottobre 2007




JORNADA DEL MUERTO

"Questa e' roba seria,violenta,criminale,cattiva.I giri turistici nelle zone poverequi non si fanno,perche' queste zone,qui,mordono..." Alzo lo sguardo dal libro,mi allontano dal Sunset Boulevard, e mi ritrovo sul Binario 4,il piu' sfigato,il piu' remoto dei 16 che arrivano nel centro della Citta'. Scendo dal treno:il clima e' lo stesso che stazionava (appunto) su Jornada del muerto-da qualche parte nel New mexico- il giorno in cui fecero deflagrare la prima BoMba AtOmica. pero' piu' umido. Taglio attraverso i Binari ( 3-2-1-1A) cercando di non posare lo sguardo su Madre Natura che in piedi tra scarafaggi e topi batte il piedino nervoso sui sassi pisciosi e schiocca la lingua. Secondo me non ha nessuna intenzione di restare a guardare. Certamente sta cucinando qualche nuova prlelibatezza epidemica. Approdato sulla piattaforma del magazzino merci mi infilo in una porta non custodita, sfocio in un cortile ingombro di vecchie longherine arrugginite che e' piantonato da Locasciulli. Locasciulli e' un vecchio pastore belga, un abbaiatore di talento capace di sessioni di latrato davvero notevoli. Alla fine scolo in strada,l'aria sembra risciakkuatura di piatti calda.seguo per un tratto la corrente melmosa poi salgo su un 17/B ...aria condizionata, sembra risciakkuatura di piatti fredda. Dopo una serie di inSpirazioni ed espirazioni,dopo attimi di consapevole espiazione (takfir!), scendo,mi accendo un altra sigaretta ( sto sempre accendendomi un altra sigaretta) e sento mutare i miei sentimenti per quella ragazza, quella malata di ragazza che in me non sa vedere altro che me stesso. Questo mio sentimento ha piu' fasi del sonno millenario di un dio narcotizzato. La fase in cui precipito e' quella tantrica, infatti mormorando:" are mari are mari mari mari are are are anna are anna anna anna are are..." mi avvento su via Tornabuoni. I potenti negozi sono in piena attivita',con il loro andirivieni di turisti,sorvegliati dalla Cupola ( in molti sensi ) del Duomo e dalla torre del palazzo comunale: i totem della citta',gli idoli di pietra che fissano avanti lo sguardo in segno di saggia,impassibile approvazione di tutte le transazioni che avvengono ai loro piedi. I soldi devono essere merda che conta. Lo penso,mentre mi accingo ai miei negozi con il "Serranda" [ cosi' detto perche' :1) si e' fatto 5 anni a Sollicciano x furto con scasso;2) lavora davanti alla serranda chiusa e arrugginitissima di un vecchio cinema abbandonato.] Dopo, ci attardiamo qualche minuto a glossare le ragazze che passano lungo la via, ma per il Serranda le donne sono solo materiale pornografico e' un po' monotono,e presto mi stanco di grugnire la mia approvazione. [ qui salto un lungo pezzo che contiene:il viaggio di ritorno a casa comprensivo di:- dialogo con uno psicopatico ad alto livello,un grosso bastardo specialista in urli bestiali;-dialogo con 8 il mio gatto- dialogo interiore con la ragazza malata di cui ho parlato] Riprendo dal punto in cui satollo di cannabis e psicofarmaci per favorire il sonno, mi accingo a scriverle una lettera... ma ormai...sono come uno di quei ragni della NATO di cui ho letto da qualche parte, ragni a cui era stata somministrata maria per vedere che effetto faceva sulle loro ragnatele. bene.I ragni in questione erano partiti alla grande,benissimo... ma erano troppo rilassati per completare l'opera... ed io come loro...

Scritto da: SiN4Psi alle ore 16:33 | link | commenti (9) | categoria:
martedì, 02 ottobre 2007
SiNe RaTioNe LuMiNis

La luce della tua assenza
illumina loscamente
l'opacità dell'esistenza.

La luce della tua assenza
non è solida,ma densa
ed impregna la mia essenZa.

La luce della tua assenza
è un flusso statico di angoscia
che mi fotte la coscienza.

La luce della tua assenza
quando si incorpora in parole
fa di me un rubinetto rotto
che cola introspezione.





Scritto da: SiN4Psi alle ore 11:15 | link | commenti (9) | categoria:
mercoledì, 26 settembre 2007




Questa me la dovevo.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 17:01 | link | commenti (7) | categoria: altro
sabato, 22 settembre 2007
5 MEGATONI


L'inceneritore e' quello. Mancano i gabbiani,ma dalla vita non si puo' avere tutto





Ore 17.45, congestione di Karma.
" Code a tratti tra Barberino e
Firenze Nord in direzione Sud "

Cruda alle pupille
magra dieta d'orizzonte:
la slanciata torre dell' inceneritore
intersecata dai voli
di incongrui gabbiani.

Sul tutto va' calando la
meticolosa,ponderosa,enorme
oscurita',che si attorciglia
al vento fracassone e freddo
di questo tempo insensato tra due estati.

Lei ( sempre lei ) è nel raggio
di 5 megatoni dall' ascosa ciminiera che
mi fa tornare in mente quei versi
che lessi ...

" torre altissima e stupenda,
stupenda ma serrata,ma serrata"
Gia',
e da altri merdosi gabbiani
intersecata.



La certezza di queste parallele:
- il bordo della finestra e l'orizzonte-
Nel cielo domina uno stupido colore azzurro,
come se le nuvole non fossero state ancora inventate.
La certezza che piu' in la,non viste,non percepibili
danzano le divinità in un deliquio di nebulose.
La certezza che un paio di canne di vantaggio
sul mondo reale non potranno bastare,
perche' il rapido presente agita i tuoi capelli
in un altro posto,mentre qui,nei miei ,i nodi
vengono al pettine,e sono tutti nodi scorsoi.

NSA) Firenze 4 gennaio 1998

Alle ore 15.30 circa,un jet da combattimento ( F-15 eagle) appartenente al 47° stormo ( Black sheeps )
dell’ USAF di stanza nella Base di Aviano, ha sorvolato a bassa quota la citta’ di Firenze,causando vivo allarme nella popolazione e attimi di vero panico tra gli addetti della torre di controllo dell’aereoporto cittadino di Peretola. Il Ten.col Gregory Boyghton ( detto " pappy " ) portavoce della base ,ha dichiarato che sull’increscioso episodio,causato a quanto pare da un " banale disguido di natura tecnica ",è stata aperta un inchiesta.


Smemoranda 1998 - 4 gennaio ( Domenica)

"...un caccia tutto luci e calcoli ascensionali a volo radente sul Bobolino!!! E quando dico radente,voglio dire a pochi centimetri dalla punta degli alberi! Il rombo, il risucchio dell’aria e la sorpresa ( io al massimo m’aspetto una macchina dei caramba,in questi casi ) mi hanno lasciato quasi tramortito,con la testa incassata tra le spalle...ma questo è nulla se confrontato con quello che ho visto quando ho scassato la testa dalle spalle e ho riportato lo sguardo tra le umane genti...è bastato un solo sguardo,ed e’ stato uno di quei microsecondi lunghi,lenti e carichi di informazione...è stato qualcosa di cosi’ emozionante che ho subito capito che non avrei potuto soffermarmici...-Guardala una volta ancora e vai,se indugi esaurisci l’impatto incredibile.
Amala,
Credici,
e vattene-
Divertito ma soggiogato dall’imbecillita’ di questo subitaneo pensiero,e visto che non c’erano spaccia in giro,ho effettuato un perfetto dietro-frunt avanti marsch in direzione della macchina ( fiat scudo ),ma proprio in quell’attimo,le esplosioni del muro del suono hanno schiaffeggiato il cielo ed io son stato irresistibilmente bloccato dall’impulso di rintracciarne l’origine e causa. facile,era l’aereo di prima,il bandito,molto piu’ in alto che sfrecciava verso oriente disegnando una scia di ghiaccio nella volta celeste. Anche la visione insopportabilmente magnifica e’ stata veloce; me la son trovata davanti con un sorrisetto interrogativo e mi ha detto - Scusa,hai mica visto dov’e’ finito il tipo...il marocco che era vicino alla fontana prima che passasse quel coso?..."


AuToAnalisi Odierna

Il Bobolino non e’ un grazioso giardinetto vicino a Piazzale Michelangelo,no,e’ un riferimento temporale,un affermazione di tipo temporale che parla di tutti gli strati della vita e dell’esperienza,e’ tempo camuffato,e’ tempo fumoso e fugace spacciato per un posto ben preciso.
La prima immagine che ho di LEI,e’ associata al suono ( notare l’eufemismo ) prodotto da due motori rolls royce a turbina da 50.000 cavalli cadauno,la seconda e’ associata ad un BANG sonico...e si sa,la prima impressione e’ quella che conta. Devo inoltre notare che nella fumosa e fugace ( tempo ,mente...) dimensione della memoria,quel 4 gennaio ( doveva fare un freddo del cazzo ) ha i connotati della piena primavera: cielo azzurrissimo,sole splendente,clima mite. Questo sicuramente dipende dal fatto che LEI emana piu’ particelle di un quintale di uranio arricchito,un tale splendore da esser riuscita in tutti questi anni,a rendere reale anche un tipo come me,uno che nel buffet degli archetipi umani equivale ad un trancio di pizza vecchio di una settimana.
LEI,che dice " disdiguo" invece che disguido.
LEI, che si incazza e si offende se glielo fai notare.

Se le trovi un altro difetto,oltre a questo...si tratta sicuramente di un " disDiguo " !

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:51 | link | commenti (3) | categoria: altro
martedì, 07 agosto 2007


Ho giusto quei cinque minuti x un po di diario,che il diario nel blog è cosa buona e giusta,a costo di sentirsi dei gran coglioni. Dunque,il libro e' quello che ha fatto da sottofondo,in questi giorni al: ronzio delle zanzare che devono avermi preso per un buffet di droghe:alla totale mancanza di comunicazione da parte di X: al continuo oscillare di Y tra parti di merda e piagnistei:alla citta'che è irta di sbirri ,arroventata e stronza.Non c'e' modo  di togliere dalla mia strada la noia che sorge dal banale come nebbia dai campi,non c'e' modo di bloccare gli stati angosciosi e depressivi che scendono in fila dentro alla gola. Certo,lo so,dovrei andarmene,perche' quando i predatori cominciano a farsi sotto,l'unico rimedio è fare il pieno di micidiali sostanze chimiche e poi guidare come un bastardo fino al mare per rilassarsi tra le onde agitandosi  come un pescecane durante il pasto. Che cazzata. Non sono altro che un rubinetto rotto che cola introspezione. E le mie giornate,altrettanti buchi neri nella galassia agosto.


Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:34 | link | commenti (2) | categoria: altro
sabato, 04 agosto 2007






CADAVERE SQUISITO

L'espressione "cadavere squisito" deriva dal gioco surrealista in cui alcune persone scrivono insieme un testo,contribuendo ciascuno con una frase senza conoscere quanto scritto in precedenza. Quello che pongo alla vostra attenzione e' un " cadavere " sui generis,in quanto i Dotti Dottori che hanno contribuito alla sua " stesura" si sono attenuti ad una traccia ben precisa,questa: prima di presentarti al lavoro in certe condizioni,rifletti Riccardo,cosa penseranno di te i colleghi?



Il suo incarnato ha la tonalità
del trancio di salmone alla vigilia
della putrefazione.

Sembra appena sceso dal lettino
della lavanda gastrica,
tra vomito a schizzo e fleboclisi.

Sotto la sua scrivania,si potrebbe fare
della speleologia:chewingum pietrificato
e stucchi di moccio indurito.

Deve piantarla di essere " giovane "
si ammazzera' a furia di essere " giovane "
ci lascera' la pelle,cazzo!

Dovrebe trasferirsi a N.Y.
li potrebbe andarsene in giro
fatto completo e con gli occhi a palla
e tutti penserebbero solo che e'
Europeo e creativo.

Tutto questo dolore per una stronza? ( Bukowsky )

Si considera uno che nella vita
nuota in acque profonde:
crimini,debiti,droga.( che poi son 3 facce della stessa medaglia )
Sono questi gli abissi di sua competenza.

Sicuramente,quando tra poco
la luce rosata che c'e' fuori,
consegnera' con una scrollata di spalle
il giorno alla notte,cercera' di disfarsi
del losco indumento
che e' il suo corpo.

Un epilogo di neve nelle vene.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:45 | link | commenti (5) | categoria:
mercoledì, 01 agosto 2007

mercoledì, 19 settembre 2007
BeaT ConverSation


 Neal Cassady è il driver, la guida, della Beat Generation.



Come dissi alla mia amica,
poichè sotto effetto
parlo sempre-Mary

dissi, ma non era
il suo nome,-il tempo
se ne sta in un canto
e tesse la vaporosa tenda
che ci nasconde il futuro:
vecchiaia,disgrazia,destino etc.
Cosa possiamo fare contro di esso,
o altrimenti & perche' no
comprare un dannato macchinone-

Guida disse lei
per Dio, stai
attento a dove vai.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:12 | link | commenti (5) | categoria: Поезија
sabato, 15 settembre 2007
IL GESTO DELL'OMBRELLO






Piove da anni sulla poesia,
il poeta esce a sgranchirsi le gambe,
più nera delle altre
una nuvola cambia la luce.

Piove da anni sulla poesia,
il poeta vacilla,ardente,
tra grossi blocchi di case,
come sassi sott’acqua i suoi occhi.
Su un ponte d’acciaio
luce da mille tubi lo avvolge
e la notte violetta, ormai sopraggiunta,
incide rughe profonde sul suo volto.



Piove da anni sulla poesia
un cane rognoso và svolazzando nel cielo notturno,
debolmente la luna tenta di apparire al poeta,
il poeta,apre finalmente l’oMbReLLo.


Scritto da: SiN4Psi alle ore 11:05 | link | commenti (7) | categoria: Поезија
mercoledì, 12 settembre 2007


 Veduta di S.Miniato,quella volta che mi prese fuoco la piantagione di maria.

PROZAIC +

Quante volte
aprendo le imposte
ho dovuto sopportare
le inutili moine del creato,
questo orizzonte angusto,
questo giochetto di colline.

Quante volte,
ascoltando i miei pensieri
eliminarsi nervosamente
tra loro,ho creduto
di potermi esprimere in poesia.

Quanti inutili edifici endecasillabici
ho immaginato
solo per descrivere
il modo in cui
percepivo il suo volto:
una specie di musica visiva
che ispirava tutte le mie
canzoni inespresse.

Quanti goffi settenari,
solo per affermare
che senza tale melodia
per me è il silenzio
la strada da percorrere.

e

Quante volte,
disgustato da me stesso,
con un sorso di pepsi BOOM
ho ingollato due Prozaic+
per sciogliere le rime.

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:07 | link | commenti (5) | categoria: Поезија
martedì, 11 settembre 2007




Scritto da: SiN4Psi alle ore 18:27 | link | commenti (1) | categoria: altro
mercoledì, 05 settembre 2007
IL CREDO DI NEMBO KID






CREDO che foschia sia quando dio stanco di sgobbare

posa il suo macchinario atmosferico sul terreno.

CREDO che nel cielo ci sia una sola luna,

ma innumerevoli sulla terra e TROPPE riflesse in pozze di sangue.

CREDO che come gran parte del vento accade dove sono gli alberi

cosi' gran parte della vita accada dove è amore.

Il resto passa inutilmente tra i dubbiosi,i morti ed i reietti persi nei traffici.

CREDO che questo vento ti trasporti, nuvola diretta sempre verso lontananze,

in cui da sempre sono perso ed in cui non mi troveranno.





Scritto da: SiN4Psi alle ore 15:43 | link | commenti (6) | categoria: Поезија
lunedì, 03 settembre 2007
Non volevo scrivere niente oggi.  Come al solito non c'era molto da dire. Poi questa mi manda la mail col link del suo stronzissimo post. Io sto di merda da un decennio ,mi drogo come un cammello,leggo libri di merda uno dopo l'altro solo x non pensare a lei. ( a proposito,questo che ho messo qui' sotto e' davvero divertente ben scritto e tutto quanto) Porkatroja ho aperto anche questo aborto di blog per non pensare,per cercare di passare il tempo..e invece la stronza mi manda le mail x farmi leggere il suo ultimo merdossissimo post.Sono stata quasi violentata sul posto di lavoro,dice. bene.dimmenlo cosi'.tramite mail...tanto io sono uno stronzo. E aggiungici frasettine da muro di cesso: " Chaplin disse,ci vuole un attimo per apprezzare una persona e tutta la vita per dimenticarla.Stronza.che cazzo devo fare,ImPiKKarmi?





Scritto da: SiN4Psi alle ore 11:10 | link | commenti (3) | categoria:
venerdì, 31 agosto 2007




RICETTA POETICA







1) Prendete un poeta non snervato
ripulitelo di ogni speranza
e farcitelo poi con droghe,
tristezza capziosa,concetti astratti
e con un po di dolore fresco
che sanguini terrore.

2) Ricucite il poeta cosi’ farcito
con il filo di un inquietante ragionamento
e lasciatelo a macerare in un lungo smorire
di giorni invernali.

3) Cuocetelo al fuoco lento del tempo e del caso
in un brodo di rimpianti e di amori perduti,
quando l’impasto bolle, rimestate aggiungendo
luce di un corpo femminile ( attenti qui che non bruci di passione)
ed un pizzico di morte.


Potrete così gustare ottime poesie,che vanno servite fredde
su piatti guarniti di tenebra,la sostanza del destino.
 






TUMULI D'IMMONDEZZA

Lungo il fiume
un fumo di zanzare
fluttua lento
sulle insane
arcobalenanti
sfumature dell'inquinamento.
Lungo il fiume
i miei pensieri
si agglutinano
in cumuli d'immondezza.
Lì,infissi come eroi in un tumulo,
I miei sentimenti per lei.









LA MOSCA CINESE

Oramai l'amore che ho sempre provato per te
mi appare come una sorta di vuota brama
estirpata dalla base del cervello
e ridipinta con parole.
questo amore, ( ma prevert non c'entra in tutto questo )
per te,ha la stessa importanza
della vita o della morte
di una mosca,
su un muro,
in un villaggio,
da qualche parte,
in Cina.
Lascio che questo pensiero
sfumi verso il soffitto e mi dico:
" resta strafatto,amico".



Quando colei per la quale scrissi,lesse questa opera di indubbio valore letterario,commento':"E te che cazzo ne sai se me ne frega o no delle mosche sui muri:devi sapere,CICCIO che quando ero piccola,avevo una mosca che veniva sempre a mangiare sul tavolo vicino a me ;c'ero molto affezionata e quando mori'...cioe' non la vidi piu', soffrii molto. STRONZO"....

Scritto da: SiN4Psi alle ore 10:06 | link | commenti (3) | categoria: Поезија


VEDUTA ESPRESSIONISTA

Noi vediamo:il sole che pende
insanguinato e basso nel cielo che incombe,lontano.
Vediamo:languidi cespi di ragazze che odorano follemente,
mendicanti ciechi che frignano canti cui nessuno bada.
Vediamo:la croce del campanile urtare una stella,
lo sguardo fisso e selvaggio della luna sulla carogna putrida
del gatto investito.
E mentre la bestia che divora il tempo uggiola di gioia
noi vediamo,crediamo e siamo gia morti.



Scritto da: SiN4Psi alle ore 09:32 | link | commenti (5) | categoria: Поезија
martedì, 31 luglio 2007
Bilancia dei TraDiMenti*
nome dati avuti
Marialuce 0 3
Grazia 2 0
Maria 6 2
Costanza 1 2
Beatrice 3 1
marianna 0 7
TOT 12 15




* dati raccolti sulla base di una memoria porosa e di informazioni certe solo sul dato " tradimenti dati".Quelli avuti sono solo supposti...e,come diceva il grande Toto' : Nella vita ci sono fatti veri e fatti supposti,i fatti veri li accettiamo e li teniamo in mente,ma i  supposti...dove li mettiamo?

Scritto da: SiN4Psi alle ore 09:57 | link | commenti (4) | categoria: altro

Poesia dove arancio,
un raggio atterrito
rovina su un tizio
da occaso.
Poesia dove il tizio
scrollando le spalle
borbotta.
"Goethe l'ha detta giusta,
a nessuno interessa
il tramonto più bello,dopo un quarto d'ora".

E poi si butta di sotto.

labbra intorpidite dalla continua ripetizione del poco,del nulla.

Orizzonte consunto nella campana di vetro

Notte inconsolabile che si esalta nelle futili parole che,

come spettri rincoglioniti

attraversano questo aldiquà molto sospetto.


                                                                     
SUPERSKUNK

Superabbondanza
Superaccessoriato
Superaffollamento
Superalcolico
Superalimentazione
Superallenamento
Superattico
Superattivo
Superbo
Superbollo
Superbomba
Superbowl
Supercalifragilistichespiralidoso
Supercarburante
Supercarcere
Supermercato
Supercentrifuga
Superconduttore
Superdonna
Superdose
Super-ego
Superenalotto
Supereroe
Supereminenza
Superfluo
Superficiale
Superfortezza
Supergalassia
Superman
Supermaschio
Supèrno
Supernova
Super-8
Superparassita
Superpartes
Superperizia
Superpotenza
Superprefetto
Superprocesso
Superprocura
Superproduzione
Superprofitto
Supersonico
Superstar
Superstite
Superstizione
Superstrada
Supertassa
Supertestimone
Superuomo
Supervalutato
Supervàluta.


Ho lungamente meditato su questa pagina di Vocabolario,trovandovi intere categorie di significati reconditi e poesia in queste assonanze,in quello che c'e' in quello che ridonda ed in quello che manca.Vi ho trovato inoltre un implicito senso di condannache pende sulla nostra civiltà.
Ora, se anche tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu trovi un qualche significato in tutto questo,vuol dire che la tua erba è SUPER almeno quanto la mia!




Stagna morto
sotto morta bruma
il fiume.

Ali di scuri pipistrelli
falciano oblique
il vello dell'imbrunire.

Nelle mie mani
come un trofeo strappato
la vuota borsa della vecchia,

che,sdraiata sul selciato
avvita nel silenzio
il suo urlo disperato







La Mia VoCe

Chiamo la mezzanotte che è passata rizzando il suo torso nudo
davanti alla mia finestra,
chiamo a me quelli sperduti nelle campagne
i vecchi cadaveri le giovani querce tagliate
i brandelli di stoffa che marciscono sulla terra
e la biancheria che riposa nelle vetrine dei negozi di lingerie.
Chiamo a me i tornado e gli uragani
le tempeste i tifoni i cicloni
gli tsunami,i terremoti.
Chiamo a me gli amori e gli innamorati
chiamo a me i vivi e i morti
chiamo a me i becchini e chiamo gli assassini
chiamo gli sbirri
i piloti
i paracadutisti
i surfisti
i preti
chiamo la carne

chiamo colei che amo
chiamo colei che amo
chiamo colei che amo

La mezzanotte ubbidiente si posa sul mio letto
gli sperduti nella campagna si ritrovano e mi trovano
i vecchi cadaveri resuscitano alla mia voce
le giovani querce tagliate si ricoprono di verde
i brandelli, di terra marci
sbattono alla mia voce come la bandiera della rivolta
la biancheria che occhieggia dai nei negozi di lingerie
riveste donne adorabili che non amo
che vengono a me
obbediscono alla mia voce
e mi scopano.
I tornado si avvolgono nella mia bocca
gli uragani arrossano le mie labbra
le tempeste grondano ai miei piedi
i tifoni mi spettinano un poco
gli tsunami muoiono sui miei calli
e dei terremoti,che pure accorrono in gran sciami me ne fotto.
Gli amori e l’amore si riconoscono in me
gli innamorati ascoltano la mia voce
i vivi e i morti si sottomettono e mi salutano
i primi freddamente i secondi con ardore
i becchini abbandonano le tombe appena scavate
 e dichiarano che solo io posso dirigere il loro lavoro.
Gli assassini mi amano
gli sbirri invocano la rivoluzione
invocano la mia voce
invocano il mio nome
i piloti si orientano sui miei occhi
i paracadutisti che cazzo di vertigini provano udendo la mia voce
i surfisti partono per il deserto
i preti si convertono
la carne palpita al mio richiamo


colei che amo non mi ascolta
colei che amo non mi sente
colei che amo non mi risponde



 Lo sciame opaco dei fanali
Gli usci sbarrati, i passi uguali
L’asmatico frusciare del verde arredo urbano
Le pietre lisce delle panche
E le stelle... bianche, bianche, bianche.
Ma a questa lunga notte di anni
Non serve nessuna stella,
brilla abbastanza la doppia
lama della ragione mentre
rovista tra quello che piu’ duole:
cos’e’ questo drogarsi?
 Cos’e’ questo affannarsi?
 Cos’e’ questa perpetua passione ?
Cos’e’ quest’aberrazione?
INtorNO

Su ogni frammento di palazzo
Si sgranano le pupille dei turisti
La mia invece si sgrana su una che avra’ la sesta
E mi chiedo:
chissa’ che bel blog c’avra' questa…


Sto qui, conficcato nel giorno
mentre il sole solissimo batte e ribatte
sulla schiena del mondo
chiodi arroventati.
 E sono stato qui
anche di notte,quando
 la luna ciechissima,
ghiaccia, farneticava ostile.
Sono stato qui tutto questo tempo
A versare spruzzi  di anemico
Sangue intellettuale dalla ferita
Calibro 365 giorni fa.
E aNcora non dissanGuo…

I miei pensieri ®  Un monologo privo di contesto.
Il tuo sguardo , tutto sommato, esprime il desiderio di essere altrove.
Voglio quello che non posso avere.
Osservo la polvere luminosa che si forma tra i libri.
Tra di noi solo silenzio di molecole perplesse.

Wan Ton Frittoni,rettore dell Universita’ La sapienza di Pechino sul Pianeta Italia, attivava il proprio software cervicale con un comando somatico,proprio come si faceva agli albori della cibernetica, quando il comando somatico era una specie di segno distintivo della propria etnia di origine . Wan Ton, professore emerito di storia antica, vantava origini italiane,ne andava molto fiero e per questo quando si connetteva
Faceva l’antico gesto scaramantico delle “ corna” , tipico dei primi coloni del Pianeta  Italia, provenienti  in stragrande maggioranza dall’antica citta’ di Prato.
Appena entrato nel suo spazioso ufficio virtuale, wan Ton trovo’ sulla scrivania un messaggio di Lou-feNg Agnelli,  Pezzo Grosso dell’industria Italiana, il maggior azionista della F.I.A.T –(fabbrica Italiana astronavi Tonkino  che produceva,in orbita, come tutte le altre infrastrutture industriali,grosse astronavi da trasporto dotate di motore Gibernau).
Il messaggio chiedeva al magnifico rettore un consulto urgente, senza specificare di piu’.
Data l’importanza del personaggio, Wan Ton Frittoni chiamo’ immediatamente l’amministratore delegato della FIAT, xao bao Colaninno, con il quale,detto tra noi, giocava a ping pong due volte al mese, ed insieme si  accordarono per una conferenza virtuale. Immediata.

VideocoNferenza

Lou-Feng Agnelli- Buon giorno professore, la disturbo per un caso piuttosto curioso…ma lascio che glielo illustri il dottor Colaninno.

Xao bao Colaninno:- Wan, ieri una delle nostre navi miniera, la “ Gloriosa Tellus “, a lavoro nella bizzarra tripla fascia meteorica a largo  dell’ Oggetto Quasi Stellare Kung…

Wan Ton Frittoni- Si ne ho sentito parlare…si tratta di una stella molto piccola, di dimensioni appena sufficienti a fondere l’atomo e generare calore…

Xao bao Colaninno: Si si quello professore. Beh, le sonde della Gloriosa Tellus hanno rilevato una piccola ma inspiegabile anomalia tra le tonnellate di materiale ferroso che stavano scannerizzando, e precisamente, circa 140 kili di acciaio alluminio e plastica.  Senza alcun dubbio un manufatto umano.
Ovviamente l’oggetto e’ stato recuperato analizzato e fotografato…ma non abbiamo la piu’ pallida idea di cosa possa essere. E per questo l’abbiamo consultata professore…ecco, le mostro  il file che ci è stato mandato dalla gloriosa tellus….



Wan ton fittoni rimase a fissare x alcuni secondi l’immagine arrivata da 456 anni luce di distanza, impallidendo lentamente. Poi balzo’ in piedi urlando – cazzo  cazzo cazzo, L’abbiamo trovata!
Finalmente l’aBBiamo trovata!! Cazzo! E’ la scoperta archeologica piu’ importante della storia! E’…E’…incredibile!- E crollo seduto,semisvenuto,sia virtualmente che materialmente.
Poi,sotto gli sguardi perplessi ed allarmati dei suoi consultandi, ritrovo’ un po di applombe, si sedette in modo corretto, si schiari’ la voce e disse: -Signori,siamo di fronte…l’ho gia’ detto…Signori, questa è la DUCATI DESMO16 GP8 ! E’ la prima nave a propulsione desmodromica della storia! E’ l’incredibile arma con cui l’uomo ha superato le barriere Relativistiche…signori,questa…questo manufatto scomparve,letteralmente scomparve il 17 Luglio del 2008 sul Pianeta terra.Piu’ di 20.000 anni fa!
Si.Scomparve nella regione chiamata, indovinate un po…Italia…durante una “sessione di prove “ effettuata sul circuito del Mugello…-

Lou Feng Agnelli- Professore,cerchi di capire che la nostra specializzazione non e’ l’archeologia…e certo abbiamo sentito parlare delle origini,della nascita della propulsione Gibernau…o desmodromica che dir si voglia,ma,,,ma lei’ è proprio sicuro di quello che dice?

Wan Ton Frittoni- Non puo’ essere altro. Statemi a sentire, questa che avete davanti e’ una moto, un antico manufatto terrestre usato per competizioni che si svolgevano su piste ricoperte di asfalto. Era, in sostanza un mezzo di locomozione su due ruote dotato di un rudimentale,preistorico motore a scoppio...un motore a combustibile!..si.dicevo, molto usato in quell’epoca antichissima. La moto in questione si smaterializzo’ e scomparve mentre la stava pilotando il pilota Sete Gibernau. Poco si sa su chi fosse e cosa stesse realmente facendo questo pilota Gibernau, ma la leggenda narra che la moto scomparve mentre il pilota era lanciato alla massima velocita’ sul circuito.  Un attimo prima era li’ rombante, un attimo dopo-Puff- era scomparsa. Nel nulla. Il pilota Gibernau rotolo’ a terra senza farsi male ma in preda ad una crisi isterica parossistica da cui si riprese solo dopo un lungo periodo di cure.
L’episodio fu mantenuto segreto e subito iniziarono gli studi per capire cosa fosse successo in realta’…Ci vollero 50 anni terrestri, ma alla fine si capi’ che, una configurazione elettronica del motore assai” stramba “ era stata inserita da un ingegnere in precario stato di salute mentale, che voleva a tutti i costi boicottare Gibernau…ma non si sa altro di preciso…e che questa stramba configurazione, invece di rallentare la moto, aveva fatto entrare il motore desmodromico in stato di salto-gibernau !. Salto casuale. In altri 100 anni si capi’ come governare il saltoGibernau,ed ecco la propulsione spaziale desmodromica, quella che ha consentito all’uomo di spargersi nella galassia!
E voi avete nella stiva della vostra Gloriosa tellus l’oggetto piu’ ricercato nella storia umana !
per millenni si e' cercata ovunque,con tutti i mezzi...a qualunque costo...signori questa e' fortuna e gloria per L'Italia Tutta! Oh quanti misteri riusciremo a svelare studiandola!
E’ un miracolo!
Un miracOOOOOlo…

( voce dell’autore fuori campo,fuori tempo e fuori come un melone)
- mi sono rotto il cazzo-
michia se è tardi.



Tutto quello  che ho visto oggi
È una conca incolore
Placcata di cirri.
Non è che diano
Tutta questa ispirazione
I cirri.
Potrei scrivere di  Mario
Che ho saputo è morto.
Di polmonite.
Ma non voglio fare del dolore altrui
Una poesia mia.
Allora 2 tavor e dormo. Sogno
una prigione di mura bianche
dove nessuno mi conosce
dove voci si annichiliscono
in corridoi dalle luci ronzanti
sui pavimenti lucidati a morte.
Sogno: vedo me stesso
acquattato a cagare nel secchio mosche
arrivate nelle notti estive.
Sogno:vedo il mio nome
che scorre lungo liste non da leggere ne ricordare
sempre piu indistinto anno dopo anno…
Ma anche gli incubi piu’ elaborati
sono destinati a dissolversi.

 Lo fa anche questo
quando dallo spioncino
l’occhio della guardia
guardandomi mi sveglia.

Oggi esco .


Quello che accade non sembra neppure lontanamente plausibile.
Ho interrogato varie entità:
la libreria il soffitto,
le foto-nude delle mie ex-ex-ex-ex-ex...
Non ho ricevuto risposta.
Nessuna confidenza.
Ostinato,ho contemplato sul muro
un ritratto tutto nebbia.
Ho riflettuto poi sul termine annichilare [lat.tardo->ad-nihilare"non tenere in nessun conto]
Infine ho dormito
come un libro di filosofia sul petto del tempo.
E dopo la notte,
il giorno.( e chi l'avrebbe mai detto )
Il risveglio:
stanchezza fresca
trionfo pallido
cuscino umido.
Ho di nuovo pianto nel sonno
e
merda [Lat.merda(m)etimol.incerta,esprime vivo disappunto,stupore irato,netto rifiuto]
ho disintegrato
le lenti a contatto.
Il cliente mi aveva contattato nella prima mattinata:
-La cosa va fatta oggi,l'obiettivo si troverà ad un tavolo fuori dall' Irish Pub di piazza Grande,dovrebbe arrivare verso le sei del pomeriggio in compagnia di una sua amica.-
-Bene,nessun problema-
-Un altra cosa,è importante che lei aspetti la mia chiamata prima di agire,se non lo faccio annulli tutta l'operazione e se ne vada...e la donna non deve essere colpita in nessun caso-
-Ovviamente-
-Eh....ok,questo e tutto,a risentirci-
Mollai il cellulare sul letto e finii di stendere la striscia di coca che stavo preparando per colazione,ridacchiando sommessamente della terminologia da spy story adottata dal cliente. Se la chianmata fosse stata decrittabile-ma non lo era- mi sarei trovato in galera nel giro di pochi minuti.NO,non prevedevo alcun problema,avevo già  trovato un ottimo posto dove appostarmi,e la via di fuga dopo il lavoro era perfetta.
Alle 5 di quel pomeriggio ero gia pronto,nascosto sopra un impalcatura a meno di 100 metri dal Pub.Avevo con me un vecchio manlicher .22,un microfono direzionale ed un binoloco zaiss.
Il minimo indispensabile per un lavoretto del genere, i fucili buoni costano e non mi piace lasciarli ai muratori.

Aspettando che l'attore facesse la sua comparsa sulla scena,riflettevo sulle incongruenze di quella storia;nei giorni precedenti,seguendo la procedura standard necessaria ad evitare inculate, avevo sorvegliato l'obbiettivo fornitomi dal cliente. Ne avevo studiate le abitudini,avevo ascoltato le sue telefonate,letto la sua posta elettronica eccetera,ma non avevo trovato niente che fosse fuori dalla normalità. Niente che giustificasse un contratto di quel genere.Quella che avrei avuto nel mirino era una persona banalissima,che non frequentava giri particolari. pedinandolo lo avevo visto comprare hashish da un marocchino, ma niente di piu' criminale o compromettente. Lo stronzo si limitava a fumare e a coltivare un grande amore non corrisposto,come si ricavava dalle sciocche poesiole che postava su un sito web per aspiranti e sedicenti poeti-\scrittori. Niente altro.Non che questo avesse l minima importanza,non ero certo in cerca di motivazioni morali per fare quello che facevo,i 200.000$ già depositati sul mio conto off-shore erano un incentivo più che sufficiente per farmi esercitare una pressione di pochi grammi su un grilletto.

Arrivò alle 18.13 con la ragazza,tutto come previsto.Lei si sedette ad un tavolo,lui entrò nel Pub e ne riuscì poco dopo con una pinta di birra chiara che depositò con comica deferenza sul tavolo davanti alla ragazza sorridente.Una ragazza davvero notevole,sui 25 anni,con lunghi capelli color mogano e tratti somatici deliziosi.Indossava un cappotto nero,una camicia bianca e pantaloni neri anch'essi. L'abbigliamento di una hostess pensai,un bel bocconcino davvero,sicuramente il grande amore del povero bastardo obbiettivo.
Puntai il microfono direzionale e lo accesi.funzionava proprio bene , potevo sentire la loro conversazione meglio che se fossi stato seduto al tavolo accanto:

LEI- ...e sai,lì al lavoro ho conosciuto un ragazzo simpaticissimo,l'avevo giudicato male all'inizio,ma poi,parlandoci e' venuto fuori un bel personaggio.

LUI- ah si?...

LEI- si,sai gli ho fatto leggere alcune mie poesie,ed ha detto che sono ad un livello già superiore alla media,e poi anche alcuni racconti...e anche 2 racconti tuoi,sai,e' uno che se ne intende,e' profondo,gli piace leggere e poi rileggere,assaporare lo stile...sai,e' laureato in lettere e...e...

LUI- filosofia.

LEI- ecco,si e non sto a dirti cosa mi ha detto quando me ne ha parlato,non avrebbe significato,dovresti sentire con i tuoi orecchi,ma comunque gli sono piaciuti tantissimo.

LUI- Ah,ganzo...bene bene...

LEI- Si e...ma parliamo di cose serie,parliamo di noi. Perché abbiamo litigato? perché non ci siamo più sentiti?

LUI- ah,tu lo chiedi a me?

LEI- certo,senti,mi hai forse beccata con qualche ragazzo?

LUI- No! nono...assolutamente

LEI- mmm perché io lo so che quando sparisci lo fai perché non vuoi sapere se ho qualche storia,me lo hai ripetuto 1000 volte in 10.000 lingue diverse che non vuoi sapere

LUI- eh già...

LEI- E io comunque in questo periodo qualche cosa ho fatto...ho rivisto Tibor

LUI- Tibor?

LEI- si,sai mi aveva chiamato,te lo avevo detto,mi pare...

LUI- ah! Quel Tibor ! Avevo capito Tibor Rossi…

LEI- noooooo Tibor di Stibbio , ma solo per 10 minuti e ci sono uscita solo per dissipare quell'atmosfera pesante,quella sensazione di oppressione,quella paura che provavo,tu lo sai benissimo dopo la fine del nostro rapporto. Però e' andato tutto bene e adesso sono molto più tranquilla,senza più il continuo assillo di trovarmelo sotto casa...

LUI- capisco,capisco,hai fatto benissimo

LEI- e poi ho mandato degli sms a Terenzio...avrei voluto chiarire una volta per tutte i miei sentimenti,ma non mi ha mai risposto...

LUI- beh,magari dopo tutto questo tempo ha cambiato numero...

LEI- No non credo,magari ha una storia…ma io voglio dirglielo che non lo messaggio per rovinargli le uova nel paniere.

LUI- beh,che ti devo dire ( armeggia con il pacchetto di sigarette) ---- -cazzo,finite.

LEI- noooo,uffi !Ne ho pochissime anch'io...

LUI- vado a comprarle qui  all'angolo.

LEI- Ecco 3 euro e 20,prendile anche per me.

Lui si allontanò con passo sciolto ma con lo sguardo a terra,ed io ne approfittai per una sgranchita,una striscia di coca ed una pisciata. Ormai erano quasi le 7 ed ero certo che il momento di agire si stesse avvicinando. .Quando tornai ad ascoltare,lui stava fumando con le gambe accavallate e lei aveva davanti una nuova pinta di birra chiara.

LEI- ...e poi ho rivisto un ragazzo

LUI- ah...

LEI- si e' venuto a trovarmi qualche giorno,sai quello di Vigevano, Goffredo…

LUI- Si,ho visto che porti il suo braccialetto.

LEI-No no no,questo l'ho messo così,per avere un gingillo...senti te lo dico solo perché  so che non vuoi che ti nasconda le cose,non vuoi che ti prenda in giro,e poi voglio che tu sappia che le tue sensazioni non erano sbagliate...

LUI- certo certo,gentile da parte tua...

LEI- io vorrei che il nostro rapporto si evolvesse...lui e' venuto certo,come qualcosa di più che un amico,ma non stiamo insieme,assolutamente no,non ne abbiamo neppure parlato,ed io comunque ho molti dubbi in proposito.

LUI- ah...si si ...capisco..

LEI-Ma tu ...tu ...cosa pensi...

LUI-  farfuglio inintellegibile-

LEI- forse dovresti cominciare a vedermi come un amica...sul serio...

LUI- -farfuglio inintelligibile

LEI- ma lo vedi,noi stiamo bene insieme,ci divertiamo,c'e' feeling tra noi...e tu per me in un certo senso ,sei più di un amico...io li paragono tutti a te e tutti se ne vanno sconfitti.

LUI- farfuglio farfuglio farfuglio-

LEI- ascoltami,questo secondo me non e' il momento giusto. Non devi sparire…chissa’ magari ti amo…non lo so…

LUI- farfuglio farfuglio farfuglio-

LEI-beh...ok...possiamo parlare anche di altro ,magari...dai, non roviniamo questo bel momento.

LUI- ok...certo ...come no...

LEI- senti vado un attimo in bagno- Si alza ed sparisce dentro il pub

vidi il povero bastardo prendere il cellulare e pestare nervoso sulla tastiera. Nel medesimo momento sentii vibrare il mio motorola:

-Si?-
-Sono io. Agisca adesso,quando la ragazza torna a sedere-
-Guarda bello che ho capito tutto, ti sto guardando. è te che dovrei far fuori…sei proprio proprio sicuro?-

- farfuglio –

Come?

-si sono sicuro. Non so cosa abbia capito e non l'ho pagata certo per capire.Non c'e' niente da capire Faccia quello che deve e addio.-

Il tipo si rimise il cellulare in tasca e si accese una sigaretta prendendola dal pacchetto di lei.
Quando la ragazza torno a sedersi con il suo magnifico sorriso incerto, il bersaglio le prese una mano tra le sue e cominciò ad accarezzarla. Parlavano,ma io non potevo più ascoltare.Avevo la faccia rassegnata dell'obbiettivo al centro del collimatore. Non gli lasciai finire la sigaretta e un attimo prima di spedirgli il confetto blindato pensai:

..." cazzo mi dispiace rovinare un così bel momento..."
Scritto da: SiN4Psi alle ore 01:10 | link | commenti (23) | categoria: altro
giovedì, 05 giugno 2008
Questa mattina o pomeriggio o sera o quello che è




Le parole sono
una lotta crescente
e non solo.
Sono viscose e grigie
avvolte in un
chitinoso guscio di sonno
sembrano composte da
una porcheria abietta
qualcosa che si rifletterà
negativamente su di me
- NON DIRE CAZZATE-
non pensarci è tutto ok
tutto sotto controllo
porta chiusa
lux spenta
scuri ottusi ( licenza apoetica )
cuffie sulle trombe ( eustachio,fallopio, Boh )
volume max
Bass Boost on
posacenere tracimato
sul pavimento cicche
fumo quasi finito
cartine comprate
premi le mani sulle cuffie
comprimi più che puoi
chiudi gli occhi
segui solo la fender
anticipala di qualche decimo

surfa la prossima ondata d’angoscia
sulla tavola di puro suono distorto
-NON DIRE CAZZATE-
supplica una divinità personale
provvisoriamente identificata
prodotta sul momento
ragionevolmente onnipotente
assolutamente generosa
poi dimenticala
-NON DIRE CAZZATE-
un tiro di joint ti va?
accendi una marlboro
conta quante ne restano
fattele bastare
occhi chiusi
e se proprio devi
aprili solo su ’sto cazzo di libro
-FA CAGARE-
fattelo piacere
deve piacerti
ha tutto per piacerti
" Requiem for a dream "
di Hubert selby jr
assolutamente appropriato
normalmente ti farebbe strippare
-PIANTALA CON LE CAZZATE-
un sorso di coca
pensa alla coca
mezzo chilo di pura
-NON ME NE FREGA NIENTE-
-NON DIRE CAZZATE-

ok.
Gli Arcipreti cantavano con voce di bue.
Innalzavano un sonnolento inno al SignOre
in un latino ondeggiante,tenorile, a lettere nere.

Il loro canto era un paradosso
in quel cielo straniante
dove non pareva regnare altro
 che lo specchio UsToRio del sole.

Un merlo guizzo' da un Cipresso
sull'impugnatura stagionata di sudore
della vanga abbandonata nel quieto cHaos
della terra smossa.

 Mentre i TIR cambiavano marcia
ad un kilometro di distanza,
un frettoloso,inopportuno scampanio,
un suono sfuggito, che s'interruppe all'improvviso
cosi' come era iniziato

pensai

babbo mai piu' mi parlerai ed io non chiedo
ma ti prometto che quando riusciro' ad accettare il futuro
tutto questo fara' parte di una poesia.


Il cielo è la mano

il mare la pagina

la penna il percorso del fulmine

il linguaggio un filo di bruma

il pensiero barchetta in cerca d'approdo

la parola ne disegna la scia


a Polizia Stradale della California ( Livorno) è la piu' terribile d'Italia.Gli agenti,diciamo Becheri e Ponciarelli, si appostano nelle piazzole della Superstrada Livorno Grosseto, armati di rilevatore di velocità laser in attesa del temerario automobilista che superi il limite di velocita' stabilito in 90 km all'ora. ( chiaramente un reato alla portata di tutte le tasche).Così,appena tu sfrecci ignaro in un tratto libero da ingorghi o incidenti o lavori in corso,Becheri e Ponciarelli,dopo averti rilevato per bene,si lanciano al tuo inseguimento.La tecnica è sempre identica,mutuata pari pari dai film amerihani: Loro arrivano da dietro e tu nemmeno li vedi nello specchietto.Senti solo una voce tonante che pare quella del padreterno:" Accosta a destra brutto stronzo.fermati,spengi il motore e tieni sempre le mani sul volante,tappo di caatoio!". Tu rallenti e ti guardi intorno come un coglione.Loro in quel momento ti stanno superando.Quando ti affiancano,quello che non guida (Ponciarelli) ti sorride. và detto però che lui porta gli occhiali a specchio e ti sta puntando contro una mitraglietta Skorpion. Dopo che ti sei fermato,e mentre cerchi di ficcarti in culo tutta la droga che hai addosso ( ed è un autentica impresa,senza mani), quello con la mitraglietta -sempre ponciarelli - comincia ad avvicinarsi lentamente,perche' vuol lasciarti tutto il tempo di cacarti addosso.Poi,eccolo che arriva,infila tutta la testa nel tuo finestrino e,specie se hai superato i 180kmh,comincia a gridare come un sergente istruttore del Col.Moschin:" pezzo di merda caato a forza da un budello fradicio d'aids,deh,hai mai passato una notte nel carcere di livorno, deH! Lo hai mai preso in culo da un vecchio pugile albanese drogato di un quintale e mezzo? Deh! Spero ti sia gia' capitato,perche' senno' col cazzo che stavolta ne cavi le gambe! patente e libretto." Tu non rispondere,fai finta di non capire,anche se questo lo fara' incazzare ancora di piu'. E' l'unico modo di uscirne vivo. E ricordati quello che dicono coloro che gli sbirri li conoscono bene:" Non vogliono il tuo corpo,vogliono solo i tuoi soldi." Quando tutto sarà finito,con decurtazione di punti patente ed esorbitante multa da mutuo,scoprirai che loro non sono così cattivi come sembrano.prima di lasciarti ripartire ti diranno: " Buon viaggio Signore e non si dimentichi di allacciare le cinture". Tu,con le mutande piene di merda ti sentirai sempre piu' coglione e ti chiederai x quale motivo,prima,ti avevano coperto di insulti e minacce. Se tu gli avessi risposto per le rime,avresti scoperto perchè. meglio passare da coglioni.garantito





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